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Grosseto

oltre la scuola

«All’estero ti apri ad altre culture»

«All’estero ti apri ad altre culture»

Lo stage in Germania per due studentesse del Leopoldo II

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GROSSETO. Un po’ tristi per aver terminato un’esperienza esaltante, Maya Amatuzzi e Ambra Murzi, studentesse della 5ª dell’indirizzo Servizi socio sanitari dell’istituto Leopoldo II di Lorena, sono tornate a casa dopo uno stage in Germania nell’ambito del progetto Erasmus, al quale partecipa l’istituto grossetano.

«Ambra e io abbiamo partecipato a marzo alle selezioni per uno stage in Germania e siamo state scelte per un tirocinio a Lipsia dal 13 agosto al 16 settembre», spiega Maya. «Qui siamo state inserite a supporto delle docenti in una scuola elementare, un’esperienza per cui ci sentivamo pronte, perché abbiamo studiato a scuola metodologie operative e psicologia e negli scorsi anni abbiamo già fatto degli stage presso asili e scuole elementari».

«Non eravamo però mai state in una scuola di un altro paese – aggiunge Ambra –. Comunque, con nostra grande sorpresa, siamo state immediatamente mandate in gita con i bambini al lago per tutta la settimana. È stata un’esperienza fantastica: vivevamo nei bungalow e trascorrevamo le giornate sul lago. Qui abbiamo fatto animazione e supportato le maestre nella gestione dei bambini». Gestione che è continuata all’interno della scuola.

Gli occhi brillano mentre divertite le due studentesse raccontano dei problemi pratici, delle piccole difficoltà, ma anche dei grandi progressi, con il tedesco (i bambini sono stati i loro migliori maestri), e del grande bagaglio di esperienza che si riportano a casa.

«Il soggiorno in un paese straniero è sempre un valore aggiunto nella formazione dei giovani – spiegano dalla scuola – e l’obiettivo del progetto Erasmus cui l’istituto professionale Leopoldo II di Grosseto partecipa (info, professoressa Beatrice de Gasparis, 0564 23564, è proprio quello di affrontare un’esperienza di autonomia, sia nella gestione della propria vita nei suoi aspetti pratici che nel lavoro».

«Per me – dice Ambra – l’esperienza più importante è stata l’essermi aperta ad altre culture, di aver potuto vivere in una dimensione internazionale: ora non vedo l’ora di ripartire».

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