Il presidio
Tanti “doppioni” da cambiare. Perché non iniziare da qui?
Da via IV Novembre a via Piave, il Comune di Grosseto deve cambiare dedica alle strade
GROSSETO. Margherita Hack, Ipazia di Alessandria, Rosa Parks, Nadine Gordimer, Oriana Fallaci, Giovanna Ponticelli, Niki de Saint Phalle, Laura Perna, Wanda Parracciani, Caterina Bueno, Olympia De Gouges e molte, molte altre. Sono decine le donne che i grossetani hanno segnalato _ e continuano a segnalare _ al Tirreno nell’ambito della campagna “La città donna”, per dare anche all’altra metà del cielo la sua quota di strade intitolate.
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Ma ci sarà posto per tutte? Le strade, in fondo, i loro nomi ce li hanno già. E non si può certo far sloggiare un Giuseppe Mazzini o un Luciano Bianciardi per mettere al loro posto _ sul cartello che indica la via _ una signora. Né sono previsti piani di espansione urbanistica con nuove strade. E allora che si fa con tutti i nomi suggeriti dai lettori?
Per la verità gli sforzi di chi in queste settimane ha suggerito e suggerirà nomi di donne non sono affatto vani. Grosseto e frazioni, infatti, dovranno rivedere e rinominare decine di strade e, anzi, avrebbero già dovuto farlo.
Secondo le nuove regole, stabilite nella circolare Istat 912 del 2014, in tutta Italia strade, piazze, giardini e parchi vanno battezzati secondo precise regole. Non si può, ad esempio, avere una via G. Mazzini: si dovrà invece indicare il nome di battesimo per esteso. E così per piazza F.lli Rosselli, che andrà sostituita con piazza Fratelli Rosselli.
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Più importante, e più rivoluzionaria, è però la regola che in uno stesso comune non potranno esserci due strade con lo stesso nome. E qui si potrebbe aprire uno spazio per far entrare le signore.
Nella sua mozione per attribuire alle donne il 50 per cento delle future intitolazioni, la consigliera comunale del M5s Daniela Lembo riferisce che ci sarebbero circa 130 toponimi utilizzati più volte nel territorio comunale. Di sicuro una ventina di strade dovranno cambiare nome. E tra queste alcune molto trafficate.
A partire dalla centralissima via IV Novembre a Grosseto, la strada che da piazza Fratelli Rosselli (piazza della Vasca) porta al Corso. Ne esiste un’altra a Marina di Grosseto e un’altra ancora a Montepescali. Ed è possibile che a cambiare indirizzo saranno abitanti ed esercenti del capoluogo perché, spiegano dal Comune, a Marina su quella via ci sono molte più utenze che non in città. Anche Montepescali dovrà trovare un altro nome per questa strada.
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Stessa sorte per altre dieci vie che esistono, omonime, in due o più località: via dei Lavatoi (a Grosseto e a Montepescali; via di Mezzo a Batignano e a Istia; via Luigi Cadorna a Grosseto e a Marina; via Garibaldi a Grosseto e a Montepescali; via Parini a Grosseto e a Marina; via Giuseppe Verdi a Grosseto e a Marina; via Grossetana a Marina e a Batignano; via Renato Fucini a Grosseto, a Marina e a Batignano; via Bellini a Grosseto e a Marina; via Catalani a Grosseto e a Marina; via Piave a Grosseto e a Marina; piazza dell’Indipendenza a Grosseto e una quasi omonima piazza Indipendenza a Montepescali. Di nuovo, nel gruppetto, tanti doppioni e neppure una donna…
Il Comune pensa di riuscire a sistemare lo stradario nel giro di un anno e mezzo e garantisce di comunicare con congruo anticipo ai residenti la variazione. Ma a chi spetterà decidere quale nome attribuire alle strade destinate a cambiare identità?
Con l’insediamento della nuova amministrazione, dopo le elezioni di giugno, la passata commissione per la toponomastica è decaduta (poiché viene nominata dalla giunta). Ne facevano parte Chigiotti, Lescai, Bonfiglioli, Bernardoni e Vestri, che avevano anche dato alcune linee guida. Che ne sarà del loro lavoro? Chi saranno i membri della nuova commissione? E in base a quali criteri decideranno? I cittadini avranno voce in capitolo come chiede il Movimento 5 stelle?
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