Il Tirreno

Grosseto

Striscione per l’asilo chiuso «Tutti conoscevano l’epilogo»

di Gabriele Baldanzi
Striscione per l’asilo chiuso «Tutti conoscevano l’epilogo»

La scuola del Pollino ancora al centro delle proteste dei genitori dei 13 piccoli alunni dell’istituto Sotto accusa dirigente e sindaco: l’accordo con gli archeologi ospiti della struttura siglato ad agosto

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GROSSETO. «L’impegno del provveditore Giacomo D’Agostino è arrivato troppo tardi e la nostra scuola - la scuola di campagna del Pollino - ha definitivamente chiuso i battenti, vittima di una mannaia alzata a più mani, dalla dirigente Alessandra Marrata e dagli amministratori del Comune di Grosseto, quelle stesse persone che ci avevano rassicurato e che, in teoria, un presidio scolastico dovrebbero difenderlo con il coltello tra i denti. Invece no». A parlare così, con la voce strozzata dall’amarezza, è Laura Mascagni, una delle portavoce del gruppo di genitori che quest’anno avrebbe dovuto avere i figli iscritti e frequentanti al Pollino.

Ai genitori, durante l’estate, era giunta la comunicazione che i 13 bambini iscritti nella scuola che si trova poco fuori Grosseto - zona Base Baccarini - non avrebbero più frequentato quell’asilo ma sarebbero stati trasferiti nel plesso di via De Amicis, in Barbanella, a Grosseto.

Un fulmine a ciel sereno. Stesso destino che in passato avevano già seguito, per ragioni diverse, la scuola di San Martino e quella della Rugginosa.

Le ragioni di questo spostamento sono state spiegate proprio dalla dirigente.

Le motivazioni addotte sono più di una: il numero massimo di bambini che può essere ospitato dalla struttura è 12 (come da prescrizione Asl); inoltre il 40% dei bambini iscritti nella sezione del Pollino risiede in città (quattro nel quartiere di Barbanella e uno in Cittadella), mentre dei rimanenti solo due risiedono in zone di campagna comprese nello stradario della scuola; per poter aprire il plesso scolastico sarebbero stati inoltre necessari lavori di adeguamento. Infine nella dotazione organica dell’istituto mancava giusto un bidello per il Pollino.

I genitori hanno sempre contestato i tempi di questa decisione e alla fine hanno ottenuto almeno di poter mandare i propri figli altrove e non al piazzalone, ritenuto scomodo.

Cinque sono stati i cambi all’ultimo minuto, alcuni verso Marina, altri a Gorarella. Giovedì, appeso al cancello della ormai ex scuolina, c’era uno striscione contro la dirigente e il sindaco, a testimonianza della rabbia di chi si considera ingiustamente sfrattato.

Per la cronaca nella struttura del Pollino, tra un paio di settimane, arriveranno gli archeologi dell’Università di Siena che lavorano a Roselle.

«A fine agosto - concludono i genitori - il Comune si era già impegnato per questa soluzione. C’hanno preso in giro». Quello che resta ora è tanta amarezza: le decisioni, secondo i genitori, erano già state prese da tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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