Il presidio
Non fu furto ma il recupero di un credito
GAVORRANO. L’accusa iniziale era quella di furto, con destrezza: perché Erminio Ciao, 43 anni, abitante a Gavorrano, avrebbe strappato dalla mano di una donna 200 euro. Ma il dibattimento ha chiarito...
GAVORRANO. L’accusa iniziale era quella di furto, con destrezza: perché Erminio Ciao, 43 anni, abitante a Gavorrano, avrebbe strappato dalla mano di una donna 200 euro. Ma il dibattimento ha chiarito i contorni di questo gesto e ha indotto il giudice Marco Mezzaluna a cambiare il reato contestato, come anche sollecitato dal difensore Nicola Scialla: non più furto ma esercizio arbitrario delle proprie ragioni, con violenza, perché tra l’uomo e la donna c’era un debito.
Per Erminio è scattata comunque una condanna: 15 giorni, convertiti in 3.750 euro di multa. Il pm onorario Pamela Di Vincenzo aveva sollecitato invece 8 mesi.
I fatti contestati erano avvenuti all’interno di una falegnameria di Bagno di Gavorrano, nell’ottobre 2011. Qui la donna, 53 anni, di nazionalità straniera, era andata per restituire una porta in quanto acquistata a un prezzo ritenuto troppo alto; ed era stata accompagnata da Ciao, che l’aveva aiutata prima a smontare la porta e poi a trovare un falegname. Quando quest’ultimo aveva restituito i 300 euro a suo tempo consegnati, Ciao aveva preso le banconote e aveva tenuto 200 euro.
Nel corso del dibattimento è stato accertato, grazie alle testimonianze del falegname e di un’altra persona presente in quel momento, che la donna aveva un debito nei confronti di Erminio. Ma non ne aveva fatto cenno al momento di presentare la querela davanti ai militari della guardia di finanza. Aveva invece raccontato di aver contattato Ciao per riparare la porta del proprio appartamento e che l’uomo si era offerto per smontarlo, come aveva effettivamente fatto, e portarla in falegnameria.
Il fatto storico, scrive il giudice, è innegabile e provato, cioè la circostanza che l’uomo si sia impossessato del denaro. Ma è stato anche accertato che si è trattato del recupero di un credito e dunque il giudice ritiene che si sia trattato di un esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Le attenuanti generiche non sono state concesse, perché Ciao ha un precedente per il quale era stata disposta la sospensione della pena.
(p.s.)
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