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Trasferiti fuori regione fanno ricorso
Due docenti si rivolgono al Tribunale contestando l’algoritmo e i punteggi
GROSSETO. Due insegnanti si sono rivolti al Tribunale per reclamare contro la destinazione imposta dal ministero dell’Istruzione con il contestato algoritmo. I docenti ricorrono con urgenza perché non sarebbe stato tenuto conto del punteggio maturato e ritengono di dover essere notevolmente avvicinati: uno, che ha insegnato fino al giugno in un istituto superiore dell’entroterra, è stato destinato a Genova; l’altro, una maestra di scuola primaria, si è vista spedire in provincia di Perugia.
I ricorsi sono stati presentati entrambi contro il ministero, contro l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana e contro quello provinciale di Grosseto. L’udienza è fissata a poco dopo l’inizio dell’anno scolastico.
Il docente che dovrebbe prendere servizio a Genova lamenta che, sulla base del punteggio complessivo, avrebbe dovuto ben ottenere una cattedra all’interno dell’ambito della provincia richiesto, nel quale risultavano disponibili tre posti nella sua classe di concorso: il professore si è invece visto azzerato il punteggio. Fallita la conciliazione, si è rivolto al Tribunale.
Anche la maestra, che aveva insegnato fino a giugno nella zona sud della provincia, aveva prima presentato senza successo un reclamo scritto, chiedendo la modifica del decreto, e poi aveva visto fallire il tentativo di conciliazione. Anche lei aveva chiesto di restare in provincia, indicando la preferenza per il posto lingua, e solo in ultima analisi aveva indicato il nord del Lazio, e l’Umbria non era una destinazione indicata nelle preferenze. Nei movimenti del personale delle fasi B, C e D, la maestra si era invece vista trasferire in provincia di Perugia; le sedi maremmane sarebbero state assegnate a docenti con punteggio minore. Come se il ministero avesse scelto solo in base alla disponibilità a livello nazionale della tipologia del posto lingua, contrariamente agli accordi con i sindacati. Ai quali, viene ricordato, il ministero non ha voluto rendere pubblico l’algoritmo in base al quale sono state elaborate le destinazioni.
(p.s.)
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