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Un gioiello ricco di fascino già rifugio di Falchi e Ricucci

MONTE ARGENTARIO. Una magione ricca di storia e suggestioni, quella dell’Argentario posta sotto sequestro probatorio dalla Procura. Khan non è che l’ultimo arrivato, dopo uno Stefano Ricucci,...

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MONTE ARGENTARIO. Una magione ricca di storia e suggestioni, quella dell’Argentario posta sotto sequestro probatorio dalla Procura.

Khan non è che l’ultimo arrivato, dopo uno Stefano Ricucci, immobiliarista romano e patròn del supergruppo Magiste, che nel 2005 convolò a nozze con la soubrette Anna Falchi (nella foto sotto), regalandole anche un concerto di Gigi d’Alessio a Porto Santo Stefano e spettacolari fuochi artificiali. Lui acquistò la villa per circa 34 milioni di euro, quasi il doppio del prezzo con cui il russo è riuscito ad accaparrarsela nel 2012. La magione, che fu fatta costruire nel 1940 dal suo primo proprietario Carlo Feltrinelli, possiede ben 34 stanze una torre saracena, 26 ettari di terreno, un eliporto, l’accesso al mare di cala Cacciarella e un rifugio antiaereo. Appunto villa Cacciarella, meglio conosciuta adesso col nome di chi - nei lontani anni ‘40 - la fece costruire. Una residenza da favola, progettata dai celebri architetti Pozzi e Lancia e dove abitò, adolescente, l’editore Giangiacomo. Un boccone appetitoso che alla fine del 1999 gli eredi Feltrinelli consegnarono al romano Angelo La Starza, imprenditore dei trasporti aerei e politico di Alleanza Nazionale. La Starza, allora, comprò per circa 6 miliardi e mezzo di lire, a nome dell’Immobiliare Cacciarella.

La storia di Villa Feltrinelli è la storia di un sogno. Anzi, dei sogni di Giannalisa Gianzana in Feltrinelli. Giannalisa aveva sposato Carlo Feltrinelli, magnate milanese molto più vecchio di lei. E da Carlo aveva avuto due figli, Antonella e Giangiacomo, quello che poi avrebbe fondato la celebre casa editrice, prima di morire sotto un traliccio di Segrate preparando un attentato da militante dell’estrema sinistra. Alla morte di Carlo, Giannalisa ereditò una fortuna sconfinata. E con una piccola parte di quella somma decise di coronare il sogno della sua vita: una dimora principesca all’Argentario. Arroccata su uno sperone roccioso, a dominare il paradiso sulla sommità di punta Cacciarella, nacque il grande castello, subito ribattezzato Villa Feltrinelli. Giannalisa attese con ansia l’ultimazione dei lavori e, nell’ottobre del 1942, vi si trasferì con tutta la famiglia. Un rifugio perfetto, in quegli anni difficili per ripararsi dalla guerra. A Villa Feltrinelli, in quel periodo, sfilava la crema dell'intellighenzia nazionale. Tra gli ospiti più illustri si ricordano due scrittori, Guido Piovene e Italo Calvino.Nel maggio del ‘44 l'intera famiglia fuggì. Da allora, per decenni, Villa Feltrinelli restò deserta. Nel 1999 fu ceduta a una società guidata da Angelo La Starza e poi a Ricucci. (a.c.)

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