«Pincione consegni le chiavi oppure vado dal giudice»
Convenzione scaduta, lunedì 29 la richiesta ufficiale del Comune a Fc Grosseto. «Non possiamo più tollerare che lo stadio sia occupato abusivamente»
GROSSETO. L’Fc Grosseto è ufficialmente senza una casa. Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 è scaduta la convenzione comunale firmata il 28 agosto 2015 dalla società biancorossa con il sindaco Bonifazi e l’assessore Borghi.
Per dodici mesi il presidente Max Pincione e i suoi collaboratori hanno utilizzato un bene di proprietà comunale, senza pagare il canone, nonostante vari solleciti e una lettera di diffida inviata dall'avvocato Susanna Cruciani, con un ultimatum scaduto il 20 agosto.
Sull’argomento torna («per l'ultima volta, ho finito le parole») l’assessore allo sport Fabrizio Rossi, ripercorrendo le tappe che hanno portato una situazione «surreale».
«Lunedì 29 – esordisce Fabrizio Rossi – partirà la richiesta ufficiale per la restituzione delle chiavi della sede e dei due impianti in concessione, lo Zecchini e il Palazzoli, ma verranno emesse anche le fatture rimanenti per la convenzione ormai scaduta, che portano il debito dell’Fc Grosseto a 15.125 euro».
«Dobbiamo fare questo atto – prosegue Rossi – per rispetto della città, dei suoi tifosi. Lo Zecchini è la casa dei grossetani, l’impianto ammiraglio del Comune. Non possiamo più tollerare che venga occupato abusivamente. Non dimentichiamo che in tutta questa situazione c’è di mezzo la Corte dei conti: se non amministro il bene pubblico come si deve mi presenta il conto a me».
Fabrizio Rossi auspica un rilascio spontaneo delle chiavi, ma è pronto ad andare dal giudice per riprendere un bene della collettività: «Spero che prevalga il buon senso, che l’Fc Grosseto, tramite il suo avvocato, ci riconsegni l’impianto, dopo averlo rimesso a posto. Se non avverrà sarà il giudice ad emettere un’ordinanza e allora ci presenteremo allo stadio con la polizia municipale. Non possiamo fare altrimenti. Non possiamo cambiare i lucchetti: ci sarebbe la denuncia per “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”, come recita l'articolo 392 del codice penale. Siamo sì i proprietari del bene, ma ogni volta che siamo entrati allo stadio per un sopralluogo abbiamo preventivamente avvertito. Il Comune, oltre al canone, chiederà i danni per il campo, se non lo troveremo a posto, e d’immagine».
Come sta vivendo la giunta questa situazione?
«Tutto quello che viene detto sulla vicenda è stato concordato con il sindaco Vivarelli Colonna e con gli assessori. In giunta prevale un senso di impotenza, di frustrazione per come viene gestito l’impianto e per il fatto che Pincione non vuol capire che così facendo si mette nella condizione di non vedersi rinnovare la convenzione».
Rossi prosegue: «Dal primo contatto del 7 luglio ad oggi abbiamo cercato un accordo. Gli avvocati Adducci e Cruciani si sono scambiati riservate personali (non riproducibili in giudizio), ma Pincione non ha manutenuto le promesse. Stiamo ancora aspettando il bonifico internazionale che si era impegnato a pagare a ultimatum scaduto. Il pagamento avrebbe svincolato una cifra di 3.600 euro da mettere a disposizione della società: chiedevamo che rimettessero lo stadio a norma entro il 28 agosto».
All’imprenditore italoamericano, sostiene Rossi «abbiamo detto poche parole: “Devi pagare e tutto si sistemerà”. Tramite gli avvocati siamo arrivati a dire: tu paghi gli 8.800 euro subito e il rimanente, circa 6.300 euro, entro il 30 settembre. Noi il 15 ottobre rinnoveremo la convenzione dal 29 agosto 2016 al 30 giugno 2017, con un canone di 12.000 euro iva compresa, facendo risparmiare alla società tremila euro. A sistemare il verde a luglio (lo Zecchini ospiterà tra l'altro gli Europei juniores di atletica leggera) e agosto avrebbe pensato il Comune. Cosa possiamo fare di più? Ci siamo detti disposti a ridare il trattorino tagliaerba senza far loro pagare la riparazione, con l’unico obbligo di tenerlo bene. Come si ricorderà ci eravamo resi anche disponibili a pagare parte della manutenzione nel caso di una coabitazione con il Roselle. Ipotesi che non esiste più dopo che la famiglia Ceri si è sistemata a Follonica».
E la convenzione per cinque anni?
«Io posso anche portare in consiglio comunale la proposta, modificando il regolamento degli impianti sportivi, ma le possibilità di accoglimento sarebbero pari a zero. Come faccio ad iniziare l’iter per una concessione pluriennale in questo clima? Pincione attacca il Comune, chiede tre milioni di danni. Come fa un consigliere a votare a favore?».
Rossi si rammarica perché il Comune si era presentato alla società con intenzioni di aiutarla a rilanciare il calcio a Grosseto: «Eravamo pronti ad effettuare lavori per 50.000 euro, per tornelli e videosorveglianza, in vista della Lega Pro. Alla fine, però, non è stata nemmeno presentata domanda di ripescaggio».
I tifosi si sentono danneggiati da questa situazione.
«Lo comprendo perfettamente, anch’io sono un tifoso, un amante della maglia biancorossa. Con loro ho rapporti quotidiani e capisco perfettamente lo stato d’animo e la rabbia».
Nonostante tutto l’Fc Grosseto si sta preparando a disputare la prima gara allo stadio Zecchini contro la Fezzanese e l’ incasso sarà devoluto ai terremotati di Amatrice.
«Noi abbiamo dato la disponibilità all’Fc Grosseto per la disputa delle gare interne del prossimo campionato di serie D e la confermiamo. Per utilizzare lo stadio Zecchini, è bene che si sappia, la società dovrà però pagare anticipatamente l’affitto del campo, le utenze. All’interno della struttura il Grosseto non avrà né una sede, né gli armadietti per i giocatori e il materiale da gioco. Sarà solo un ospite che paga. Lo dobbiamo fare per il bene dei tifosi e della città».
È gia possibile fare una stima dei costi per l'affitto dello Zecchini?
«Toccherà agli uffici comunali, seguendo il tariffario, preparare il conto all’Fc Grosseto, ma sicuramente il sodalizio biancorosso pagherà il triplo di quanto ha deliberato la giunta nel 2015. Ripeto, con 8.800 euro avrebbe potuto lavorare con tutta tranquillità».
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