Il Tirreno

Grosseto

Tra buche e lavori al palo un’arteria piena di insidie

di Michele Nannini
Tra buche e lavori al palo un’arteria piena di insidie

Viaggio nel nastro d’asfalto che parte da Follonica e termina a Pietrasanta L’appello del sindaco Giuntini: «Ultimare quanto prima l’ampliamento»

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MASSA MARITTIMA. Quel nastro d’asfalto che parte da Follonica e termina dopo quasi 180 chilometri a Pietrasanta è uno dei più trafficati del panorama toscano. La strada regionale 439 Sarzanese Valdera nel territorio delle Colline Metallifere, dove ha perso la vita la notte scorsa Luca Pecorari, rappresenta l’unica arteria di collegamento fra il golfo e Massa Marittima, tratto iniziale per itinerari che si perdono in tutta la Maremma prima e l’entroterra toscano poi.

Al centro di molti interventi di ammodernamento nel corso degli ultimi dieci anni, sta subendo adesso uno stop improvviso dei lavori che rischiano di vanificare quanto di buono è stato fatto fino al momento dello scioglimento delle province.

Le prime criticità si incontrano all’altezza di Palazzi dove la strada regionale incrocia l’Aurelia: dopo i due svincoli la sede stradale è larga ma mancano i guard rail laterali e la segnaletica è ancora quella provvisoria dipinta di giallo. Il manto stradale risale al periodo dell’allargamento e non sembra più essere stato sistemato tanto che buche e avvallamenti consigliano prudenza nel percorrere la strada.

Stesso panorama subito dopo il ponte sul fiume Pecora che immette nel territorio comunale di Massa Marittima: fino alla rotatoria con la strada di Vado all’Arancio la sede stradale è larga ma con le stesse criticità di Palazzi, ovvero segnaletica provvisoria e fondo stradale incerto. All’altezza di Cura Nuova invece la larghezza della carreggiata non è cambiata ed è la stessa degli anni ’70, con i campi adiacenti dai quali facilmente gli animali selvatici possono entrare nella sede stradale.

In alcuni tratti le recinzioni sono quasi completamente abbattute e proprio in questo tratto compreso fra Cura Nuova e Valpiana Pecorari è stato vittima del tragico incidente che non gli ha dato la possibilità di evitare il cinghiale che gli è apparso in mezzo alla strada. Pochi chilometri dopo verso l’interno la strada torna ad allargarsi in prossimità dello svincolo per gli impianti ex Coseca, ma anche qui rimangono ancora installati i piolini provvisori a bordo carreggiata, così rimane la segnaletica gialla di lavori in corso, ma di cantieri attivi nemmeno l’ombra nonostante un progetto già presentato un anno fa in Regione per circa 2 milioni e 500 mila euro. Dal 2006 a oggi sono già stati spesi oltre 10 milioni di euro nel tratto di competenza grossetana ma i diciotto chilometri fra la costa e l’entroterra continuano ad assomigliare più a una corsa a ostacoli che a una strada sicura, fra contratti prima stipulati e poi rescissi, riduzione di finanziamenti, passaggio di competenze fra enti locali e trasferimenti di risorse annunciati ma mai completati. «Voglio fare un appello agli enti superiori - spiega Marcello Giuntini, sindaco di Massa Marittima - ovvero ultimare quanto prima il progetto di ampliamento della Sarzanese Valdera. In particolar modo il tratto fra Pian di Mucini e Cura Nuova dov’è avvenuto l’incidente è pericoloso e non ancora allargato, sappiamo che ci sono i soldi ma ancora non sono stati resi disponibili. In questo tratto ci sono già stati recentemente due scontri mortali e non è più tollerabile attendere ulteriormente gli interventi di ampliamento e messa in sicurezza».

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