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Barbini vuota il sacco: «Delusi da Pincione»
Il titolare dell’impresa che ha curato il manto dello Zecchini in causa con Fc Grosseto: «Dobbiamo avere 40.000 euro»
GROSSETO. Per quattro mesi è rimasto in silenzio, ma alla fine Roberto Barbini ha deciso di vuotare il sacco e di raccontare la sua storia, la sua disavventura con l’Fc Grosseto di Max Pincione.
«Io e mio figlio Andrea siamo delusi: avevamo creduto nella nuova società e nella possibilità di rivedere in alto il Grifone. Per questo siamo stati gli ultimi tra i fornitori ed i collaboratori a scappare».
Roberto Barbini, titolare dell’azienda florovivaistica Barbini Piante di via Castiglionese, non ha ricevuto nemmeno un euro dei 40.000 fatturati tra settembre e il 30 marzo alla società biancorossa.
«A dire la verità – racconta Andrea – siamo stati contattati da Pincione e Mirri a metà agosto e senza nemmeno parlare di soldi abbiamo sistemato il campo per l’amichevole con la Fiorentina Primavera».
«Lo stadio – interviene Roberto - era un pochino meglio di adesso. Siamo andati in sede da Pincione e abbiamo pattuito una cifra di 1.800 euro mensili per lo Zecchini, il sussidiario Palazzoli e per la pulizia dell’area stadio. Un prezzo di favore, se si considera che Assoverde, il nostro catalogo di riferimento, prevede una cifra tra i 2.500 e i 3.000 a campo».
Al momento della firma dell’accordo, Barbini pattuisce il pagamento entro il 10 di ogni mese. «Ad oggi, però, non è arrivato niente - mastica amaro Roberto Barbini - Abbiamo fatto tutte le cose in regola, ma abbiamo avuto solo critiche ed accuse».
Il lavoro più grosso è stato quello della rigenerazione del campo: «Lo abbiamo arieggiato, sabbiato e sfeltrito - spiega Andrea - Nelle condizioni in cui era non permetteva più lo scorrimento del pallone sul terreno. Dopo aver messo una specie di erba invernale, che rimane sempre verde, abbiamo fatto la trasemina. Un lavorone, insomma, per il quale abbiamo abbiamo chiesto solo 17-18.000 euro. Ci siamo raccomandati al termine del lavoro di non utilizzarlo per 15-20 giorni. Dopo appena quattro giorni, però, ci sono andati in campo e in tutto il mese di settembre ci hanno fatto giocare la prima squadra, gli juniores e anche gli allievi, contro la nostra volontà».
Nei mesi scorsi è venuta fuori una domanda: chi doveva rimettere a posto il campo? «Ha me l’ha ordinato Pincione, che ci ha più volte detto “il campo è mio e comando io” e ci siamo dovuti più volte raccomandare all’allenatore per non calpestarlo».
Il 30 marzo scorso, dopo solleciti e lettere dell’avvocato Sara Serritiello, Roberto Barbini ha spedito le dimissioni scritte alla società, «ma ho preparato ugualmente il campo per la partita del 3 aprile con l’Albalonga».
Avete provato a parlare con la società? «Abbiamo contattato l’avvocato Stilo. Ci doveva richiamare, siamo sempre qui che lo aspettiamo. Il direttore Iapaolo invece non ci ha fatto entrare in sede da Pincione, ma ci ha tenuto a mezze scale».
«In questi mesi - aggiungono Roberto e Andrea - ci sono piovute addosso le peggiori accuse come quella di aver speso troppo per la vernice del campo: noi utilizziamo quella della serie A che costa 60 euro a fusto. Dopo una lettera di diffida ci hanno messo in mora per 10.000 euro per aver lasciato sporca l’area stadio prima degli Europei paralimpici, quando invece l’avevamo già pulita precedentemente per conto dell’Atletica Grosseto. Lo sapete di cosa ci hanno accusato? Di aver gettato la benzina in campo per danneggiare il campo».
Andrea tira fuori dal telefonico una foto scattata prima di Grosseto-Sassuolo a gennaio, in serie B: «Lo Zecchini era verde brillante e liscio come un tavolo da biliardo. Per noi lo stadio è come un figlio, come lo è stato per Beppone Baccetti o per Luciano Varricchio, che ha curato lo Jannella, del quale ci siamo occupati noi fino a qualche anno fa»».
«Fa rabbia sentirsi trattare in questa maniera - dice Andrea - al pensiero di quanto tempo abbiamo dedicato alla cura dei due impianti. Vivevo lì 4-5 ore al giorno, compreso il sabato e la domenica. Facevo il sopralluogo prima della partita con l’arbitro e per evitare noie con la questura per la sicurezza mi assicuravo della pulizia nelle curve. Riconosco di essere esagerato, ma noi facciamo questo lavoro con amore».
Sia lo Zecchini che il Palazzoli hanno l’erba oltre la caviglia, cosa si può fare per farlo tornare utilizzabile? «Per riaverlo in condizioni decenti - dice Roberto Barbini, mentre guarda la maglia di Pinilla appesa in ufficio - servono 45-60 giorni e tre tagli per riportare l’erba a 1,6-,18 centimetri. Da giugno è stato abbandonato. Sarebbe bastato poco per non ritrovarsi in questa situazione: acqua, concime e taglio e invece nessuno ha fatto niente e a me piange il cuore vederlo così»
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