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Furto di sughero alle Bandite, denunciati

Furto di sughero alle Bandite, denunciati

Padre e figlio finiscono nei guai: sorpresi con 120 metri cubi di materiale. Avrebbe fruttato 10.000 euro

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SCARLINO. Padre e figlio denunciati per furto di sughero.

Le indagini condotte dai carabinieri di Scarlino sui furti di sughero nelle pinete delle Bandite hanno consentito di individuare e denunciare un padre e figlio, il primo classe 1958 e il secondo 25enne, rispettivamente residenti a Massa Marittima e Gavorrano, trovati in possesso di un grande quantitativo di sughero accatastato e di strumenti utilizzati per il taglio.

Gli accertamenti sono partiti a seguito di alcune segnalazioni di tagli di sughero non autorizzati nelle pinete delle Bandite.

I carabinieri della compagnia di Follonica si sono messi subito al lavoro e sabato hanno trovato il furgone utilizzato dai due. Il furgone era infatti nella zona dove è stata portata via la maggior quantità di sughero senza alcuna autorizzazione.

Dopo qualche ora di attesa i due sono stati sorpresi mentre, probabilmente insospettiti, stavano tentando di allontanarsi abbandonando il motocarro con il rimorchio, pronto per un ennesimo carico.

Sottoposti a controllo sono stati trovati con strumenti adatti alla decorticazione delle piante e, in un terreno in loro uso, è stata scoperta e sequestrata una grossa quantità di sughero, circa 120 metri cubi, della quale non è stata giustificata la provenienza e pronta per essere venduta.

Un sistema ingegnoso e abbastanza remunerativo che i due indagati avevano escogitato e che avrebbe fruttato intorno ai 10.000 euro, in considerazione di un prezzo di mercato di circa 40 euro al quintale.

I due sono stati denunciati. Ma i guai, per il padre accusato di aver rubato sughero con il figlio, non sono finiti qui. L’uomo, che ha 58 anni, è stato anche arrestato perché quando i carabinieri hanno controllato le sue generalità hanno scoperto che l’uomo aveva violato la sorveglianza speciale alla quale era stato sottoposto per reati commessi in precedenza.

Tiziano Cerretani è stato arrestato per questa violazione e ieri mattina si è celebrato, in tribunale, il processo con il rito abbreviato.

Difeso dall’avvocato Marco Fanti, in aula il sostituto procuratore Marco Nassi ha chiesto una condanna a un anno e 8 mesi.

Il processo si è chiuso con la condanna, da parte del giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi a un anno e 6 mesi.

Cerretani è tornato quindi a Massa Marittima con la misura della sorveglianza speciale che gli era già stata applicata a giugno dell’anno scorso e che appunto aveva violato allontanandosi da Massa Marittima.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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