Meteo
Migliaia di persone alla kermesse nel vivaio distrutto
Principina, boom di partecipanti alla fiera del peperoncino. «Molti curiosi, molti anche coloro che ci hanno aiutato a rialzarci»
PRINCIPINA A MARE. Molti clienti hanno varcato il cancello del vivaio per conoscere più a fondo le virtù dell’oro rosso (il peperoncino); altri ancora - memori del disastro e amareggiati per i danni - l’hanno fatto per dare un contributo economico o prestare una parola di conforto ai titolari. Difficile quantificare con precisione il numero di presenze, ma non meno di un migliaio di persone ha partecipato alla due giorni di “Piccante in fiera”, la kermesse a base di peperoncino che ha tenuto accesi i riflettori sul vivaio di Principina a mare devastato dall’incendio del 6 agosto.
Com’è noto, quel giorno la struttura che sorge all’imbocco di viale del Delfino è andata distrutta dalle fiamme. Due roghi separati (prima uno la mattina alle 10 e poi uno successivo) hanno completamente piegato la struttura, carbonizzando migliaia di piante e distruggendo gli uffici con centinaia di migliaia di euro di danni. Se è stato imponente il lavoro dei vigili del fuoco, anche dal residence Riogrande, proprio lì di fronte, centinaia di persone sono scese in strada per dare un contributo, nel loro piccolo, a spegnere le fiamme, chi con un secchio o chi con una canna.
Il 19 e 20 agosto, nella due giorni di fiera del piccante che la titolare ha voluto ugualmente e caparbiamente organizzare, gli stessi inquilini del residence non hanno fatto mancare la presenza partecipando in massa alla kermesse, insieme a tantissime altre persone.
Grossetani, turisti, stranieri arrivati da più parti per conoscere le virtù del peperoncino e aiutare gli imprenditori del vivaio a rialzarsi. «È stato un successo che non mi aspettavo», dice Loretta Teresini tracciando un piccolo bilancio. «Sono stati molto apprezzati gli interventi dei ricercatori e degli esperti, Amedeo Alpi e Claudia Papalini; apprezzatissimi anche l’apericena e tutti gli altri eventi». Per 48 ore i riflettori sono stati puntati sui peperoncini nelle varietà più interessanti arrivate da tutto il globo. Le più apprezzate e vendute sono state quelle dalla piccantezza medio alta. C’è chi si è concentrato sui peperoncini italiani anche se una buona parte dei partecipanti si è soffermata altrove: per esempio su alcune cultivar meno note arrivate da Trinidad. «Molta gente curiosa e solidale mi ha aiutato», conclude Loretta. «Per ora mi sono risistemata in modo precario. Le cose grosse sono fatte ma ancora c’è da far tutto, rimettere a posto gli uffici e la struttura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
