«Per tre secondi mancò l’occasione ai Giochi di Londra»
«Pochi lo sanno, ma questa poteva essere la seconda olimpiade per Stefano La Rosa: il 13’23” di personale nei 5.000 metri non gli bastò per prendere parte ai Giochi di Londra 2012, perché all’epoca...
«Pochi lo sanno, ma questa poteva essere la seconda olimpiade per Stefano La Rosa: il 13’23” di personale nei 5.000 metri non gli bastò per prendere parte ai Giochi di Londra 2012, perché all’epoca il minimo federale era stato fissato in 13’20”. Quest’anno invece bastava il 13’25. È stato però bravo Stefano a scegliere la maratona per centrare il traguardo olimpico»".
Maurizio Ciolfi, presidente del Marathon Bike, è un esperto maratoneta amatoriale, con 15 gare all'attivo, e conosce molto bene Stefano e il mondo dei 42 chilometri, dove brillano atleti come Vittorio Mongili, che vanta un bel 2h 29’, oppure Christian Fois che ha all'attivo qualcosa come trenta maratone. Nella sua squadra ci sono appassionati nelle lunghissime distanze, atleti che si allenano con scrupolo e che non di rado centrano gli obiettivi.
«Conosco e seguo da sempre Stefano La Rosa - dice Ciolfi - e ricordo i suoi inizi a Grosseto e il fatto che prima di vincere il concorso con i Carabinieri e di entrare nel gruppo sportivo, piaceva anche a quello delle Fiamme gialle della Finanza».
«La partecipazione alla maratona di Rio - aggiunge Ciolfi - è il premio ad una carriera splendida, che lo ha visto indossare la maglia della nazionale fin da bambino. Non credo avrà problemi a concludere la gara. Per un maratoneta il momento di crisi è verso il 30° chilometro, passato questo muro, però, tutto va liscio. Gli auguro un bel piazzamento, anche se ovviamente non potrà puntare alle medaglie, anche se Bordin e Baldini hanno dimostrato che facendo la gara della vita tutto può accadere». (m.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
