Il presidio
Festa dell’Unità, c’è l’incognita Belle Arti
Dovrebbe cominciare il 1° settembre sulle Mura ma manca ancora il via libera della Soprintendenza
GROSSETO. Giovedì 1° settembre dovrebbe esserci, sulle mura medicee, il taglio del nastro della Festa dell’Unità 2016. Il condizionale è d’obbligo, perché al momento manca ancora l’ok più importante, decisivo, quello della Soprintendenza. Che sicuramente conterrà delle prescrizioni.
La festa, stando al programma che hanno in testa gli organizzatori (cioè i vertici del Pd), durerà fino all’11 settembre. In un momento di indubbia difficoltà, il partito che negli ultimi dieci anni ha governato la città, prova a Grosseto a rilanciare la sua azione, a mostrarsi presente, laddove la festa ha sempre avuto pubblico e visibilità. A differenza degli ultimi due anni, quando lacci e lacciuoli avevano impedito il ritorno sulle Mura, stavolta ci sarebbero le condizioni per la clamorosa rentrée in centro.
Lo conferma il segretario comunale Saimo Biliotti: «Aspettiamo in queste ore il via libera della Soprintendenza – spiega Biliotti – per il resto i permessi sono già a posto (suolo pubblico, allacciamenti, eccetera). Sarà una festa un po’ diversa dal passato, sicuramente meno rumorosa. Solo undici giorni, con tre o quattro iniziative politiche di alto livello, a partire dall’agricoltura».
E se non ci fosse l’ok da parte della Soprintendenza? Biliotti è lapidario. «In questo caso la festa salta, quest’anno non ci sono alternative, in via Giotto non ci andiamo».
La scelta di spostarsi in nuovi quartieri della città, come l’Alberino o via Giotto, era stata a suo tempo, cinque anni fa, motivata come volontà di toccare e riconoscere nuovi pezzi di città, della Grosseto cresciuta, trasformata, allargata.
Un modo per avvicinarsi ai quartieri. E per valorizzare nuove aree. Non è andata benissimo. Si è accumulato qualche debito e mai si sono raggiunti picchi di partecipazione come sulle Mura. Qui, sulle Mura, esisteva peraltro – fino all’anno passato – un problema di spazi. Dunque, controvoglia e a dispetto del tentativo di tornare alla tradizione, la festa alla fine è stata organizzata altrove anche quando in realtà si sapeva che in centro sarebbe stato diverso. Prima al parco Ombrone di via Leoncavallo (era il 2012 e fu un mezzo disastro), poi al Velodromo. Nel 2015 una serie di problemi al bastione del Cinghialino e alla Cavallerizza, connessi con la sicurezza (alcuni parapetti troppo bassi), avevano di nuovo impedito l’allestimento sulle mura. Senza contare i paletti imposti dalla Soprintendenza.
Adesso nell’area del Cinghialino stanno per tornare il ristorante e la tombola, lo spazio-dibattiti (con musica) e le bancarelle (a margine della ciclabile).
«Nelle iniziative politiche – conclude Biliotti – parleremo di lavoro, sociale, agricoltura enti pubblici e, ovviamente, di Grosseto e del futuro del Pd».
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