Il Tirreno

Grosseto

IL CROLLO

Chiesa di S.Pietro da restaurare, i ponteggi arrivano con “sprint”

di Enrico Pizzi
L'allestimento dei ponteggi in via Cairoli transennata (Foto Bf)
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L'allestimento dei ponteggi in via Cairoli transennata (Foto Bf)

Grosseto, dopo la caduta di alcuni laterizi dal campanile e la chiusura di un tratto di via Cairoli, la Curia vescovile si mette in moto per un intervento risolutivo 

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GROSSETO. La Curia vescovile di Grosseto non ha perso tempo. Dalla mattina del 2 agosto è iniziato l’allestimento del ponteggio per il restauro del campanile dell’antica chiesa di San Pietro al Corso, dopo la caduta di frammenti di laterizio (il 1° agosto) proprio dalla cupola del campanile su un terrazzino sottostante. La Curia ha dato incarico all’impresa Nuova Bronzi Edilizia di allestire il ponteggio di protezione attorno alla torre campanaria: l’allestimento del ponteggio «è in corso e – assicura – si completerà in pochissimi giorni, quelli tecnicamente necessari».

Lunedì 1° agosto la strada era stata transennata dai vigili del fuoco che, per ragioni di sicurezza, hanno chiuso il passaggio da via Cairoli, il parcheggio della Camera di commercio, e hanno anche reso inutilizzabile il gazebo del Gallery. «Abbiamo già provveduto – spiega Ernesto Fiorini, ingegnere e tecnico della Curia – a richiedere il suolo pubblico all’ufficio Tosap del Comune, mentre alla Camera di Commercio abbiamo avanzato la richiesta, prontamente accolta, di accesso e di occupazione dell’area adiacente l’ingresso dell’ente camerale, così da poter allestire immediatamente i ponteggi. Non appena il montaggio sarà ultimato - prosegue Fiorini - la sicurezza su via Cairoli sarà totale».

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Il montaggio del ponteggio è stato accolto con sollievo da Mauro Sbrana Adorni, titolare del Gallery, che aveva già visto compromesso lo scorcio economicamente più interessante della stagione, tanto che il locale si era organizzato per non chiudere mai la cucina.

«In questo periodo – spiega Mauro Sbrana – sono tanti i turisti che circolano in città, che si fermano per mangiare, a tutte le ore, e preferiscono stare all’aperto. Comprendiamo la pericolosità della situazione – dice – ma ci auguriamo che le operazioni di messa in sicurezza durino non più di due o tre giorni, perché per noi il danno, derivante dalla chiusura del gazebo, è già importante; se la chiusura dovesse protrarsi, sarebbe gravissimo».

Rischierebbero di saltare non solo pranzi e cene, ma anche serate già organizzate. «Ho visto con piacere – conclude Sbrana – che tutti si sono mossi tempestivamente, sia la Curia che il Comune, e questo ci fa ben sperare. E poi, dato che si tratta di una chiesa – chiude con ironia il titolare del Gallery – confidiamo nella Provvidenza».

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