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Un altro attacco al gregge «Dobbiamo lottare uniti»
Il predatore ha sgozzato una pecora in pieno giorno davanti alla casa del pastore Franceschelli chiama tutti i colleghi a protestare insieme senza divisioni
ARCIDOSSO. Continuano, inesorabili, nel silenzio generale, dovuto anche alle trebbiature in corso e ad altri lavori di campagna, le predazioni di pecore da parte di “lupi”.
Ogni giorno è una strage, tanto che si hanno notizie di attacchi in ogni parte del territorio maremmano: da Arcidosso a Roccalbegna, da Sorano a Manciano. Fra gli altri l’allevatore di Monte Labro (che abita vicino al parco faunistico dove, però, i lupi ormai non ci sono più) uno dei più colpiti e attivi negli ultimi anni.
Giacomo Franceschelli, che ha visto sparire altre due pecore del suo gregge fra sabato e domenica, praticamente da davanti a casa sua a Monte Labro, è un fiume in piena. «Oggi c’è una manifestazione a Firenze della Coldiretti contro l’invasione di cinghiali e di lupi, ma bisogna farla finita di portare le bandierine di associazione. Bisogna essere tutti uniti per mettere fine a questo scempio. Invece ogni associazione va per conto suo perché vuole apparire più brava delle altre. Occorre finirla. A noi predano le greggi e questi giocano a chi arriva prima».
A Franceschelli, ancora una volta davanti casa hanno sgozzato una pecora e un’altra è dispersa.
«Tutti i giorni me ne manca una o più - dice - quella sgozzata di sabato i veterinari me l’hanno riconosciuta come predata perché si vedevano due buchi in gola. Ma altre volte i buchi non si vedono più perché sono mangiate e ridotte a carcassa e dunque nemmeno vengono considerate come uccise da predatori. Qui è tutto un continuo. So che nello stesso giorno di sabato e di domenica ci sono stati attacchi a Roccalbegna, a Sorano e a Manciano. Spesso, però, non si dice perché le spese di smaltimento sono troppe. Poi c’è la burocrazia e tutto il resto. Ma bisogna fare uno sforzo. Qui bisogna dire come stanno le cose, altrimenti, alla fine, i numeri ci daranno torto e parrà che gli attacchi sono diminuiti. Invece è il disastro più totale. I lupi si sono moltiplicati e sono lì per noi. Li alleviamo. I pastori sono senza più forze e nascondono il dramma. Dobbiamo uscire allo scoperto. Chiedo a tutti di farsi coraggio e dire apertamente come stanno le cose».
Un appello, quello di Franceschelli che non cadrà nel vuoto. A soffrire per l’attacco dei predatori sono tantissimi allevatori ormai ridotti allo stremo e con le greggi più che decimate.
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