Il Tirreno

Grosseto

«Questi giorni siano pieni di misericordia»

«Questi giorni siano pieni di misericordia»

La città e la diocesi di Grosseto celebrano il patrono San Lorenzo martire e diacono, “servitore della fede” nei poveri, testimone di compassione e condivisione. «Storia, cultura, fede: in una parola...

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La città e la diocesi di Grosseto celebrano il patrono San Lorenzo martire e diacono, “servitore della fede” nei poveri, testimone di compassione e condivisione.

«Storia, cultura, fede: in una parola sola, identità. Con le celebrazioni per il santo patrono – dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – noi tutti ci raccogliamo in un periodo di festa e riflessione. Un momento in cui riscoprire valori profondi e genuini. Come sindaco sarò orgoglioso di prendere parte ai festeggiamenti, nella convinzione che è anche grazie alla cultura della speranza e della condivisione di attimi di gioia che la nostra società può divenire migliore».

Dello stesso tenore le parole del vicesindaco, Luca Agresti: «Quello legato alle celebrazioni laurenziane è uno dei momenti più importanti dell’anno. Giornate di cui andiamo fieri. Sono certo che i nostri concittadini parteciperanno, come sempre, con grande entusiasmo a quello che è sì un evento religioso, ma anche uno straordinario appuntamento di solidarietà, arte e senso di comunità».

Anche quest’anno il vescovo Rodolfo ha desiderato rivolgersi alla città e alla diocesi con un messaggio, stampato in 10.000 copie e distribuito in tutte le parrocchie, negli info point turistici e in altri punti di aggregazione e reperibile anche sul sito diocesano (www.diocesidigrosseto.it). Il vescovo lega il senso delle celebrazioni del patrono all’Anno giubilare della misericordia, in corso. La festa di San Lorenzo in questo anno giubilare suggerisce «prima di tutto - scrive il vescovo - di avere fiducia, di fidarsi, di non avere paura, d’immergerci nell’oceano della misericordia di Dio»; e individua un frutto immediato di questa fiducia: la sua trasformazione «in azioni e opere pratiche», in quella «delicata fantasia della carità» che può far scoprire «mille occasioni di misericordia: in famiglia, sul lavoro, nella scuola, nelle nostre relazioni quotidiane».

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