Meteo
Sant’Anna celebrata sulle sponde del lago
All’Accesa la cerimonia per ricordare la leggenda che avrebbe dato origine allo specchio d’acqua
MASSA MARITTIMA. Era il 1218. Il proprietario di quel lembo di terra, allora chiamata Aia del Turco proprio in base al suo nome, ordinò ai suoi contadini di lavorare nonostante fosse il 26 luglio, giornata di riposo perché consacrato a Sant’Anna e San Gioacchino, madre e padre della Madonna.
I suoi subordinati obbedirono e dopo una mattinata passata a lavorare il grano, verso mezzogiorno, il cielo si riempì improvvisamente di enormi nuvole nere, un terremoto squarciò la terra dell’aia e dalle crepe profonde uscirono lingue di fuoco che distrussero tutto, dalle case alle coltivazioni. Soltanto un forte diluvio riuscì a spegnere quel fuoco infernale, lasciando un grande specchio di acqua nera, che solo il tempo riuscì a riportare al classico azzurro donato dalla natura.
Così è nato il lago dell’Accesa, secondo la leggenda di Sant’Anna, che anche ieri è stata celebrata dagli appassionati del lago massetano, corsi a farsi un tuffo per rinnovare l’anniversario. «Una scusa in più per farsi un bagno - dice un massetano - Ma alla fine è anche bello ricordare le nostre storie e le nostre leggende». Questa di Sant’Anna l’ha raccolta anche Dino Buzzati nella sua raccolta “Storie e Leggende d'Italia”, a rimarcare il fascino che la valle massetana sa regalare a chi vi intransita in mezzo. Gli appassionati quindi non si sono fatti sfuggire ieri la possibilità di rispolverare questa vecchia storia, sia attraverso i social, sia con un bel bagno tanto commemorativo quanto rinfrescante nel lago.
«Ma c’è anche un'altra versione della storia» ricorda qualcuno. E ha ragione. La seconda versione narra di un borgo abitato da peccatori, prostitute e bestemmiatori, che non abbandonarono i loro vizi neanche il 26 luglio, nel giorno della Santa. E fu per questo che arrivarono piogge, terremoti e lingue di foto. La tradizione infatti insiste anche sul fatto che ogni 26 luglio, lungo le sponde del lago dell'Accesa, si possono sentire rumori del tutto simili a quelli degli animali in fuga e leggenda vuole che sia i trambusti di quel borgo che è rimasto sommerso dalla punizione divina. «È bello tenere in vita queste leggende» continuano da Massa Marittima, un luogo dove il fascino e le storie popolari non sono mai mancate.
(a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google