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I sindaci sono soddisfatti Ma c’è chi tira il freno

I sindaci sono soddisfatti Ma c’è chi tira il freno

Santa Fiora e Arcidosso concordano in pieno con la linea di Firenze Castel del Piano invece ammonisce: «L’Amiata ha già dato il massimo»

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ARCIDOSSO. Molti sì e qualche perplessità rispetto all’analisi del governatore della Toscana. I due sindaci di Arcidosso e di Santa Fiora, Jacopo Marini e Federico Balocchi, che hanno fatto gli onori di casa a Enrico Rossi accompagnato dall’assessora regionale all'ambiente Federica Fratoni; l’amministratore delegato Enel Green Power Francesco Venturini; l’assessore del Comune di Piancastagnaio Franco Capocchi; il responsabile geotermia Egp Massimo Montemaggi; il responsabile affari istituzionali Enel centro Italia Fabrizio Iaccarino; l’amministratore unico e il direttore del Cosvig (Consorzio sviluppo aree geotermiche) Piero Ceccarelli e Sergio Chiacchella; tutti costoro condividono quanto illustrato dal presidente Rossi a proposito di sviluppo legato alla geotermia.

Più critico, invece, il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci.

«L’Amiata in fatto di geotermia – dice Franci – ha dato il massimo. Non possiamo tollerare altre centrali. Di nessun tipo. Ottimo, invece, il progetto di mettere finalmente le gambe alla viabilità del Cipressino con il coordinamento del Cosvig».

Federico Balocchi, primo cittadino di Santa Fiora, dal canto suo, giudica «positivo l’impegno di Regione e Enel rispetto al progetto di sviluppo dell'Amiata. Attendiamo – dice Balocchi – il nuovo accordo di programma per lo sviluppo industriale, ma resta il fatto che la geotermia è il nostro fiore all’occhiello».

Il primo cittadino di Arcidosso, Jacopo Marini, commentando il quadro di Enrico Rossi ritiene «positivo» l’obiettivo di guardare al futuro amiatino legando geotermia al rispetto assoluto dell’ambiente, allo sfruttamento delle nuove tecnologie.

«La geotermia – commenta Marini – è, al pari di molte altre risorse del territorio, uno dei nostri possibili motori di sviluppo. Va gestita oculatamente e con rigore».

E alla domanda se vi è l’ipotesi di nuove centrali, risponde: «In futuro – dice – se le popolazioni riterranno di accogliere centrali a ciclo binario nel loro territorio, ben venga. Ma se popolazioni e istituzioni non le vorranno non saranno costruite. Resta esclusa comunque – assicura il sindaco di Arcidosso – la possibilità di implemento di Bagnore». (f.b.)

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