Il Tirreno

Grosseto

Vandali spaccano i fari, la Rocca rimane al buio

Gabriele Baldanzi
Vandali spaccano i fari, la Rocca rimane al buio

Il castello di Montemassi oggetto di un grave atto vandalico, indagano Municipale e carabinieri

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MONTEMASSI. Il castello di Montemassi, reso celebre dall'affresco attribuito a Simone Martini e raffigurante il  Guidoricico assediante, è stato oggetto di un grave atto vandalico sul quale indagano polizia municipale e carabinieri.

La scoperta è stata fatta ieri mattina dalla presidente dell’Arci, Roberta Pennacchini, dopo che nella sera-notte tra martedì e mercoledì i montemassini si erano accorti che quelle luci - che dall'esterno illuminano le mura - erano insolitamente spente. Inizialmente si è pensato a un guasto, poi - saliti sulla collina - la brutta sorpresa: gli otto fari erano tutti spaccati da ignoti vandali. Montemassi è un luogo turistico senza eguali, da collegare con la sala del Mappamondo del palazzo pubblico di Siena, dove si trova il famoso affresco oggetto di mille controversie. Di notte la sagoma del castello si staglia per chilometri, di giorno la skyline è inconfondibile. Il Comune di Roccastrada ha avviato da tempo un percorso di valorizzazione turistica. L'illuminazione è stata - anni fa - una tappa del progetto.

«Sabato sera - racconta Lucio Macii - proprio sotto al castello abbiamo programmato uno spettacolo. Sullo sfondo doveva esserci la collina illuminata. Purtroppo il Comune di Roccastrada non farà in tempo a ripristinare l'illuminazione, anche se l'ufficio tecnico già oggi (19 luglio) ha fatto un primo sopralluogo. Lo spettacolo lo presenteremo ugualmente ma non sarà la stessa cosa. Ovviamente faremo denuncia».

Non è la prima volta che qualche stupido si diverte così. «Anni fa - raccontano in paese - stessa storia. Ne sfasciarono due o tre, di questi fari. Non tutti«. La sera, con il buio, in estate, è quasi un rito quello di salire al castello, a fumare una sigaretta, a bere una birra. Lo consumano i giovanissimi. E il dubbio, se non la certezza, è che si tratti di una ragazzata. Il castello di Montemassi fu costruito intorno all'anno mille. È stato a lungo un possedimento della famiglia Aldobrandeschi, poi dei Senesi, più tardi dei Medici e dei marchesi Malaspina. Negli anni Novanta del secolo scorso è stato avviato dal Comune di Roccastrada un progetto di salvaguardia e recupero, finanziato anche dal Ministero dei beni culturali. Le imponenti mura, a sezione poligonale, sono state così riportate agli antichi splendori, grazie a scavi e interventi di restauro. L’illuminazione era un fiore all'occhiello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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