Italia
Rapinarono un’insegnante, condannate le complici
Tre anni e quattro mesi di carcere e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Una delle due donne era amica della vittima e aveva fatto da basista alla banda
GROSSETO. Era stato l’azzuro intenso dei suoi occhi a tradirlo. Lui, il rapinatore che era entrato in casa di un’insegnante nella zona del Tiro a Segno con quegli occhi azzurri contornati solo dal nero del passamontagna, era già stato condannato insieme al suo complice. E ieri, al tribunale di piazza Albegna, la stessa sorte è toccata anche alle altre due componenti della banda: due donne, che in quella rapina centomila euro in gioielli, avevano avuto un ruolo ben definito.
Concetta Chiarenza e Alessia Lucchese (fidanzata di uno dei due rapinatori) si sono presentate ieri davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari. Le due donne, difese rispettivamente dall’avvocato Graziano Sarpa e da Salvino Pantuso, avevano scelto di farsi giudicar con il rito abbreviato dopo che i due rapinatori avevano patteggiato.
Le due donne sono state condannate a tre anni e 4 mesi di reclusione oltre a 1.000 euro di multa e sono state interdette dai pubblici uffici per cinque anni, oltre a un risarcimento danni di 15.000 euro. L’insegnante, che si era costituita parte civile, era invece assistita dall’avvocato Diego Innocenti.
È una storia che comincia con una rapina finita con l’arresto dei due uomini, entrambi palermitani, che hanno deciso di patteggiare una penna di 4 anni: i due sono stati anche chiamati come testimoni nel processo che vedeva imputate le due donne, ma davanti al giudice hanno preferito non parlare.
Gli uomini della squadra mobile che avevano coordinato le indagini, si erano accorti che i due uomini non avevano fatto tutto da soli. Tanto che, poche settimane dopo la rapina, il gip Valeria Montesarchio aveva firmato due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Chiarenza, amica dell’insegnante assistita dall’avvocato Innocenti, e in quelli di Alessia Lucchese, fidanzata di uno dei due rapinatori. Sarebbe stata quindi Concetta Chiarenza a fornire tutti i dettagli che hanno portato i poliziotti sulle tracce della banda, che aveva lasciato la città dopo il colpo riprendendo la strada della Sicilia.
L’insegnante, insomma, era stata tradita da un’amica. Una donna di origini catanesi di 52 anni che a lungo aveva frequentato la sua casa e che sapeva dove erano nascosti i gioielli. Ma soprattutto, ne conosceva il valore e sapeva anche che tipo di oggetti preziosi erano conservati nella cassaforte.
Le due donne, insomma, erano molto amiche. O almeno, lo sono state fino a che non si è consumata quella rapina durante la quale la donna era stata legata e tenuta sotto scacco con un coltello.
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