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Allianz affitta la sua pineta La sfida di tre imprenditori

 Allianz affitta la sua pineta La sfida di tre imprenditori

Emilio Quattrini, Roberto Cassani e un terzo socio scommettono sul bosco «Lasceremo la zona aperta e intendiamo valorizzarla, pulirla e curarla»

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MARINA DI GROSSETO. Bruciata dal fuoco, attaccata da insetti killer, preda di spacciatori, discarica per muratori senza scrupoli, calamita di ordinanze sindacali che ne impongono la pulizia: la pineta, il polmone verde di Marina di Grosseto che è, insieme alla spiaggia, il suo marchio di fabbrica, per certi punti di vista rappresenta una bella gatta da pelare. Eppure c’è qualcuno che ci scommette.

Nei giorni scorsi, proprio mentre il Comune chiudeva la partita dell’area di sosta, la compagnia di assicurazioni Allianz cedeva in affitto l’intera pineta di sua proprietà alla società Giglio al mare, formata da tre imprenditori di Marina di Grosseto, tra i quali il ristoratore Emilio Quattrini (suo il ristorante Emilio al mare) e il titolare dell’azienda Albarosa Roberto Cassani.

La pineta in questione è, appunto, quella che va da Fiumara a Marina di Grosseto, 50 ettari che confinano a Marina con via delle Colonie, via di Ponente e la strada sterrata che da via di Ponente-incrocio con via dell’Argentario, corre perpendicolare al mare, passa davanti la cisterna e sbuca sulla provinciale 158.

Nell’area ricadono quindi tutti e tre i parcheggi attivi fino ad oggi: quello di Fiumara, destinato ad essere soppresso a giorni, quello dietro il dopolavoro ferroviario, al quale si accede da via Letizia, e quello dietro il campeggio Rosmarina, nel quale si entra da via di Ponente. Solo questi ultimi due essendo nel centro abitato, possono restare aperti, se la Giglio al mare lo vuole.

«Non abbiamo intenzione di chiuderli – tranquillizzano Quattrini e Cassani – li metteremo a norma. Noi vogliamo fare una cosa a vantaggio di tutti: se si può gestire il parcheggio, ben venga, ma comunque non è la nostra priorità».

I tre soci lavorano a questa operazione da tempo, ma hanno chiuso il contratto solo in questi giorni, proprio quando è arrivata la notizia che il parcheggio di Fiumara doveva chiudere i battenti. Una fregatura? «No – spiega Quattrini – lo sapevamo che avrebbe chiuso. Ci è stato detto».

Perché, dunque, prendere in gestione la pineta, un luogo vincolato da mille prescrizioni? «Vogliamo valorizzarla – spiegano i due imprenditori – La pineta è una coltivazione: ora è in stato di abbandono, ma può essere gestita, ci si può cogliere il mirto, il rosmarino. Ci sono almeno 40 pini secchi solo nella zona dietro il dopolavoro ferroviario che vanno abbattuti, altri malati sui quali abbiamo sperimentato una cura i cui frutti si vedranno fra un paio d’anni».

In teoria la pineta può anche essere recintata e può esserne vietato l’accesso. Sarà questo il futuro? Quattrini e Cassani scuotono la testa. «Non è nel nostro interesse – dicono – Noi vogliamo valorizzarla. Se nessuno crede nella rivalutazione del territorio si va tutti a rotoli. La stessa Allianz aveva piacere a vedere rifiorita la pineta».

E tranquillizzano anche sul passaggio della navetta per Fiumara, che a questo punto attraversa una zona di loro competenza. «Ci mancherebbe che chiudessimo la strada – dicono Quattrini e Cassani – Anzi. Abbiamo intenzione di scrivere a Sei Toscana perché garantisca un minimo di decoro intorno al cassone dove si raccolgono i legni e la sporcizia della spiaggia. Magari con un canniccio che lo copra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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