Il Tirreno

Grosseto

Etruria, tutto rinviato Se ne riparla a Natale

di Giovanna Mezzana
Etruria, tutto rinviato Se ne riparla a Natale

Slittano due udienze, la banca chiama in causa l’assicurazione

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GROSSETO. Colpo di scena nell’affaire Etruria: la Nuova Banca, la good bank, chiama in causa la compagnia assicurativa del vecchio istituto andato in default. Scarica così sulle spalle del garante l’onere di rimpinguare le tasche dei risparmiatori gabbati, qualora venissero accertate responsabilità a carico della bad bank naufragata. Rientra anche questa azione nella tattica difensiva dell’istituto di credito, nato sulle ceneri della banca aretina che per finanziare il proprio aumento di capitale aveva emesso e piazzato titoli rischiosi – le famigerate obbligazioni subordinate – nel portafoglio di piccoli risparmiatori. La mossa ha un effetto (immediato) sul fronte di chi ha perso soldi. Per consentire la chiamata in causa dell’assicuratore, slittano a fine anno due udienze che si sarebbero dovute svolgere a luglio di fronte al Tribunale di Grosseto: riguardano i casi di 113 correntisti maremmani – da Follonica a Grosseto, dall’Amiata all’Argentario – rimasti con il cerino in mano e che hanno chiesto tutela ai legali di Confconsumatori; tre milioni di euro il valore complessivo dei risparmi andati in fumo, incluso quanto perso da un’altra decina di clienti, per i quali l’udienza, che probabilmente verrà anche in questo caso rinviata, è fissata a settembre.

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La buona notizia. In questa dilatazione dei tempi c’è un aspetto positivo per chi ha mandato al macero il proprio tesoretto frutto dei sacrifici di una vita. «Nuova Banca Etruria – osservano gli avvocati di Confconsumatori Grosseto – chiede che paghi la compagnia assicurativa del vecchio istituto di credito. Significa – osservano gli avvocati – che c’è continuità (tra bad bank e good bank, tra vecchia e nuova, ndr) sia nella fase assicurativa che in quella della vendita». Fino ad ora la strategia di Nuova Banca Etruria, chiamata a rispondere dell’operato di chi l’ha preceduta, è stata quella di prendere le distanze dalla bad bank, che non esiste più: e rifarsi su di essa sarebbe come chiedere soldi a un morto. Se la nuova banca è estranea alle vicende della vecchia Etruria perché chiama in causa la compagnia assicuratrice del vecchio istituto, che (per inciso) fa parte di una società internazionale con sede italiana a Milano, quotata alla Borsa di New York? «O è estranea o non lo è – valutano i legali dei 113 correntisti beffati – Con la chiamata in causa sconfessa la sua posizione precedente».

L’attesa. Il 1° luglio e il 12 luglio si sarebbero dovute svolgere le udienze relative ai casi di 113 associati a Confconsumatori titolari di obbligazioni subordinate, per tre milioni di euro di risparmi finiti in cenere. Entrambi gli appuntamenti sono stati posticipati al 16 dicembre proprio per consentire la chiamata in causa dell’assicuratore.

Opzione indennizzo. Nel frattempo, c’è un’altra possibilità per i risparmiatori: c’è la chance dell’indennizzo forfettario (circa l’80% del maltolto) messa sul piatto dal Governo con il decreto legge 59/2016, approvato recentemente dalla Camera e diventato legge, dato che a inizio giugno aveva già incassato il via libera del Senato. E perché gli obbligazionisti possano rientrare anche della quota restante (il 20%), Confconsumatori andrà avanti con le carte bollate.

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