Italia
Studentesse morte in Erasmus, i genitori fondano un'associazione
Gavorrano, il padre di Elena Maestrini: "Vogliamo capire cos'è successo e quali sono state le carenze di assistenza e controllo"
GAVORRANO. A provocare la strage è stato un colpo di sonno. Ma non solo, secondo il padre di una delle vittime. «Da quanto sta uscendo fuori dagli atti della magistratura spagnola, ci sono, secondo me, delle grosse responsabilità del gestore delle autostrade» ha detto a Palazzo Strozzi Gabriele Maestrini, il padre di Elena Maestrini, la studentessa gavorranese rimasta uccisa nell'incidente stradale in Catalogna insieme ad altri tredici compagne Erasmus.
«Il pullman si è ribaltato su un fianco - ha aggiunto - perché lo spazio di separazione delle due direzioni di marcia e aveva un salto di quota di 40 centimetri. Questi 40 centimetri hanno accentuato e favorito il ribaltamento». Maestrini ha spiegato che «l’incidente è avvenuto a una velocità non molto alta, a 80-85 chilometri orari. Se ci fossero stati dei sistemi di sicurezza passivi, come si trovano nelle nostre autostrade, l’incidente poteva essere molto meno grave». L’occasione per tornare sulla tragedia che ha sconvolto la sua vita e quella di altre sette famiglie è arrivata a Firenze, dove Maestrini ha annunciato che presto i genitori delle studentesse rimaste vittime dell’incidente daranno vita ad un’associazione che avrà come obiettivo quello di garantire la sicurezza degli studenti che vanno in Erasmus. “Erasmus Sicuro”: sarà questo il nome dell’associazione che nascerà il prossimo 22 luglio.
«L’intento di promuovere, o quantomeno individuare quali sono state e quali potrebbero essere le carenze di assistenza o di controllo dei nostri ragazzi che vogliono andare a fare l’esperienza Erasmus all’estero. Non accettiamo che alcune associazioni, tipo quelle accreditate alle università di Barcellona, organizzino gite a pochissimi euro, con la vita dei nostri ragazzi - ha detto il padre di Elena durante l’incontro a Palazzo Strozzi - Una gita culturale, organizzata per una festa nazionale in Spagna, della durata di oltre 24 ore è stata affrontata con un solo autista, senza pernottamenti per lui o per i ragazzi, perché è ripartito alle 3.30 di notte di domenica».
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