Il presidio
Il bagnetto di Fido? A 200 metri dalla costa
Al Giglio niente cani in spiaggia. Ora la nuova ordinanza che fa infuriare l’Enpa La presidente: «Ce li dobbiamo paracadutare?». Il sindaco: «Regole equilibrate»
ISOLA DEL GIGLIO. «Un’estate al mare/voglia di remare/fare il bagno al largo/per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni». Così cantava Giuni Russo in un classico dei primi anni Ottanta che calza a pennello a certi ospiti pelosi dell’isola del Giglio. Secondo l’ordinanza firmata dal sindaco Sergio Ortelli il 18 giugno scorso, i cani che sono sull’isola se vogliono fare il bagno devono tuffarsi ad almeno a 200 metri dalla riva. E da lì, davvero, guardano gli ombrelloni solo «da lontano», magari con l’occhio languido. Perché gli amici a quattro zampe sulle spiagge gigliesi non ci possono mettere piede. Pardon, zampa.
L’ordinanza è la prima del suo genere per l’isola. Per la prima volta il Comune stabilisce a che distanza devono tenersi i cani, che è la stessa misura di sicurezza, poi, oltre la quale non possono avventurarsi le barche a motore e i sub armati di fucile. Insomma, anche i cani sono considerati elemento, se non proprio di pericolo, almeno di disturbo e potenziale scarsa igiene per i bagnanti e quindi sono banditi dalle spiagge pubbliche.
Unica possibilità per loro di sgranchirsi le zampe sul bagnasciuga, e per i proprietari di poterseli portare dietro, è sperare di trovare uno stabilimento che li accolga. Altra novità introdotta dall’ordinanza, infatti, è che i gestori degli stabilimenti balneari possano adibire uno spazio per Fido nella loro concessione. I cani andranno comunque tenuti al guinzaglio e con la museruola.
Divieti, dunque, e qualche concessione. Che però non soddisfa l’Enpa. Alla lettura dell’ordinanza, segnalatale dal proprietario di un cane in vacanza al Giglio, la presidente Marlena Giacolini va su tutte le furie. «Mi sembra una presa in giro dire che i cani possono fare il bagno a 200 metri dalla costa – tuona Giacolini –. Ma se in spiaggia non ci possono andare, come fanno a fare il bagno a 200 metri dalla spiaggia? Ce li paracadutiamo? Ce li portiamo col canotto? Anche quello deve partire dalla costa, che il cane non può toccare».
Giacolini richiama la legge regionale 59 del 2009 che stabilisce che i cani possano accedere a tutti i luoghi pubblici e classifica come tali anche le spiagge. Una legge alla quale, va però detto, i sindaci posso derogare con proprie ordinanze se ritengono che il diritto degli animali contrasti con altre priorità, ad esempio garantire l’igiene o la sicurezza.
Non è la prima volta che l’Enpa critica le politiche verso gli animali del Comune gigliese. Negli anni passati un paio di episodi di animali bisognosi di cure immediate, poi morti, hanno fatto infuriare l’Enpa, che ha anche lanciato una campagna per boicottare l’isola. Al Giglio, infatti, non esiste un ambulatorio veterinario e anche le emergenze sono piegate agli orari del traghetto, alla disponibilità di barche private e alle condizioni del mare.
La nuova ordinanza, per l’Enpa, è un’ulteriore prova di come il Giglio sia un posto “ostile” agli animali. «L’ordinanza – dice Giacolini – è solo un escamotage per negare al cane il diritto di balneazione: allora diciamolo subito e non prendiamo in giro i turisti».
Opposta la posizione del sindaco. «Le spiagge del Giglio sono contenute – dice Ortelli –. Nessuno va a pulire, se non i concessionari. La mia azione va nella direzione del rispetto di tutti, animali compresi. Il cane oggi ce l’abbiamo tutti. Ce l’ho anch’io. Se tutti li portiamo in spiaggia è un macello. Io il mio non ce lo porto per rispetto delle persone». Ortelli sottolinea che, per venire incontro a chi vuole portare Fido al mare, da quest’anno c’è la possibilità per chi ha un bagnetto di far accedere i cani.
Quanto alla questione del veterinario, per il quale Giacolini aveva lanciato l’idea di attingere ai fondi regionali per la sanità, Ortelli rimanda la proposta alla mittente: «Non abbiamo le strutture. L’ambulatorio si può fare se un privato ha voglia di aprirlo. Altrimenti noi andiamo avanti con il servizio previsto dalla nostra convenzione con Monte Argentario». Insomma, comunque vada, l’unica via è il mare.
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