Il Tirreno

Grosseto

De Simone: «Tutela della legalità e più attenzione per le persone»

di Pierluigi Sposato
De Simone: «Tutela della legalità e più attenzione per le persone»

Il nuovo presidente del Tribunale in servizio da ieri al termine della cerimonia di presa di possesso Uno degli obiettivi è ridurre i tempi di attesa per chi entra ogni giorno nel palazzo per lavorare

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GROSSETO. Giulio De Simone, classe 1948, magistrato dal 1976, già presidente della prima sezione della Corte di appello di Firenze, da ieri è il nuovo presidente del Tribunale di Grosseto.

Breve rito nell’aula della corte di assise, come impone la “presa di possesso”, davanti al presidente facente funzioni Giovanni Puliatti e ai giudici Giovanni Muscogiuri e Andrea Stramenga; presente la procuratrice capo Raffaella Capasso. Il dirigente Gualberto Mirabile ha letto la formula e poi un piccolo applauso ha sancito l'ufficialità dell'arrivo. Per De Simone è un ritorno, dal 1998, con un altro grado, con altre funzioni.

Presidente, quale realtà trova oggi a Grosseto?

«Il Tribunale di Grosseto presenta elementi di grande positività: qualità professionale elevata di personale amministrativo e di magistratura, forte senso del dovere, armonia nei rapporti. Sono persone che si sono trovate a fronteggiare una situazione di appesantimento del lavoro, come un processo penale di dimensioni impegnative anche per un Tribunale dotato di organici ben superiori (Costa Concordia, ndr), e il lungo periodo in cui nella sezione distaccata di Orbetello non v’è stato alcun magistrato togato al settore civile».

L’organico dei magistrati è sostanzialmente al completo, quello del personale però soffre da tempo di carenze…

«È vero. E questa carenza costituisce un ulteriore fattore di disagio per la qualità e la tempestività del servizio. La conseguenza è che sia il settore penale sia il settore civile debbono fare i conti con una pendenza di procedimenti che ancora per lungo tempo non consentirà di fornire una risposta rapida alle richieste di giustizia che provengono dalle comunità locali».

Primi obiettivi?

«Vedremo di soddisfare le esigenze di maggior impatto su coloro che sono utenti abituali del palazzo di giustizia, e cioè avvocati e collaboratori: penso a una organizzazione delle udienze che tenga conto del carico complessivo di ciascun magistrato per consentire di ridurre i tempi di attesa, rispettando così anche le esigenze di lavoro di chi entra quotidianamente in Tribunale per svolgere le proprie attività. E poi anche l’organico dei magistrati ha bisogno di essere integrato: il nuovo giudice del lavoro arriverà a ottobre, mentre chiederemo al Consiglio superiore della magistratura una risposta celere in termini di sostituzioni per i due giudici (Paolo Ottati e Vincenzo Pedone, ndr) che sono nell’imminenza del pensionamento dopo aver svolto una considerevole mole di lavoro».

La magistratura onoraria?

«Non mancherò di prestarvi attenzione, nel rispetto delle sue esigenze. Di recente ha avuto un nuovo ordinamento, che la collega in modo più stretto all’attività del Tribunale. Sono professionisti che molto hanno già dato e dal cui apporto si può ancora ricevere».

La gestione De Simone porterà altre novità?

«Vorrei dedicarmi, oltre che agli aspetti amministrativi e organizzativi, al tema dei diritti della persona, che ha numerose sfaccettatura. Particolare attenzione, specie nella tempestività delle decisioni, ai giudizi relativi alla famiglia, ai minori, alla condizione degli stranieri. Merita uguale attenzione la tutela della legalità, anche per ciò che si traduce nello sforzo di ridurre la sensazione di insicurezza avvertita in tutta la provincia, come nel resto d’Italia. La percezione avvertita in relazione alla microcriminalità e all’ordine pubblico merita di essere considerata e fronteggiata attentamente. Non potrò che continuare a promuovere una collaborazione costante tra gli uffici pubblici e un’apertura ampia ai contributi offerti dalla società civile».

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