Il Tirreno

Grosseto

Venti giorni fa l’esplosione La “Buca” riapre i battenti

di Elisabetta Giorgi

Una cena con il miglior “pescato” del giorno battezza il riavvio dell’attività Il titolare: «Ho lavorato sodo per riparare tutto, grazie a chi mi ha aiutato»

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GROSSETO. Una cena col miglior pescato del giorno battezza ufficialmente la rinascita del locale, uscito sofferente da una brutta esplosione.

Le porte si spalancano di nuovo al ristorante “La buca di San Lorenzo” che ha riaperto i battenti ieri sera dopo 23 giorni, dopo lo scoppio di una bombola che il 2 giugno aveva devastato il locale in via Bertani, nel cuore del centro storico. Una ventina di clienti sono arrivati ieri sera con un tam tam; telefonate e passaparola. «Abbiamo sguinzagliato i migliori pescatori della zona», diceva ieri il proprietario del ristorante Claudio Musu in attesa della prima cena mentre gli operai erano al lavoro per le rifiniture definitive: tutti al lavoro per sistemare infissi, porte e finestre. I danni? Non sono ancora quantificati con esattezza, difficile il conto preciso. Più che altro è stato «lo spavento», racconta Claudio rievocando quei brutti momenti. Il 2 giugno, giorno di festa e celebrazioni, si è scatenato un inferno. La bombola è scoppiata verso le 18,40 quando il corso era affollato: l’installatore l’aveva consegnata da poco, era nuova; ci si era accorti subito che perdeva gas e sono state aperte le porte del locale. «Mi chiama il cuoco - racconta Musu - e mi fa: sento la bombola che fischia e odore di gas. Che faccio? Gli rispondo di guardare bene e chiudere. Lui dice che ha paura e allora gli ridico: stacca subito la corrente elettrica. Mi sono messo in moto e sono andato là, intanto avevo chiamato il fornitore. Chiudo la bombola, chiamo i fornitori. Riapro tutto e non sento più l’odore di gas, ci mettiamo ad aspettare un quarto d’ora circa ma quando vado a ridare la corrente salta tutto». Una brutta scena. «Non c’è stata una fiammata ma una colonna d’aria, è sparito tutto, lo stanzino è bruciato, sono saltate le porte». Una cosa impressionante. Il sequestro del locale, alla fine, non è stato disposto e intorno al 10 giugno Musu si è rimesso al lavoro per sistemare il locale, ha chiamato gli operai e cominciato l’intervento per fare il prima possibile e non bloccare troppo l’attività.

Ieri il rush finale: in attesa di riaprire le porte per la prima cena, il ristorante era di nuovo pienamente operativo, la sala apparecchiata come se nulla fosse, la cucina tornata a popolarsi in attesa degli ingredienti per il menu serale. Cosa si cucina di buono? «Quel che si trova di fresco in base alla giornata. Nulla di particolare, abbiamo sguinzagliato i nostri pescatori e vediamo cosa portano». Si ricomincia, insomma. «Voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato, le autorità, le forze dell’ordine che si sono comportate bene e in particolare i vigili del fuoco». Stessi vigili che, insieme alla Municipale, sono intervenuti anche pochi giorni fa quando - proprio lì accanto - è crollato il controsoffitto in un condominio. Il ristoratore è corso di nuovo in allarme, temendo un altro disastro. Invece era successo lì a fianco, e nulla di grave.

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