Il Tirreno

Grosseto

Dall’olio Franci schiaffo alla geotermia

di Gabriele Baldanzi
Dall’olio Franci schiaffo alla geotermia

Il frantoio di Montenero d’Orcia trionfa al concorso Extrascape che valuta e premia il binomio prodotto-territorio

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MONTENERO D’ORCIA. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, sul plusvalore portato dal comprensorio della Val d’Orcia ai prodotti di qualità che nascono in questa terra, ieri sono stati fugati. Extrascape è un concorso internazionale che premia i migliori oli extravergini insieme ai rispettivi paesaggi olivicoli, a sottolineare che la qualità vera di un prodotto è il suo luogo di origine. Un premio che va oltre l’etichetta. Non si riconosce e non si premia un prodotto, ma il binomio prodotto-territorio.

E allora è quasi inevitabile tornare sulla geotermia, su coloro che negli ultimi anni - tra gli uliveti della Val d’Orcia - hanno immaginato altro. Tutto inizia con un Decreto legislativo della Regione Toscana del 2010 (poi modificato nel 2011 e integrato nel 2012) che liberalizza l’attività geotermoelettrica. Da quel momento a Firenze sono arrivate decine di richieste di ricerca per il reperimento della risorsa geotermica (anche e soprattutto in Val d’Orcia). Al punto da decidere, nello scorso febbraio, di introdurre una moratoria di sei mesi.

Contro la centrale che dovrebbe sorgere nel comune di Castel del Piano si sono schierati i comitati e gli enti locali.

Adesso arriva Extrascape. “Extra” naturalmente sta per extravergine, mentre “scape” sta per paesaggio. Letti insieme significano paesaggio di qualità, ed è questo il titolo che è stato dato al concorso che ha visto trionfare il frantoio di Franci e il Villa Magra.

A parlare è Giorgio Franci. «Per noi – spiega – è sempre stato importante, decisivo, ciò che viene prima della bottiglia di extravergine. L’operazione Extrascape dunque assume un significato di grande rilevanza per tutti quegli olivicoltori come noi che hanno sempre considerato con rispetto il proprio paesaggio e il proprio territorio. Per quegli olivicoltori che non hanno mai forzato la mano, che hanno saputo assecondare le naturali vocazioni della natura e che da tempo hanno imboccato la strada di una olivicoltura non invasiva e rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali».

Ad Extrascape partecipano olivicoltori di tutto il mondo, molti custodi di un paesaggio olivicolo che, nel caso di Franci, è una cartolina della Toscana. Per tutti questi motivi la famiglia Franci ha deciso di partecipare a Extrascape con l’etichetta bandiera della loro produzione, quel Villa Magra che prende appunto il nome dall’oliveto simbolo.

Al Frantoio Franci è stato assegnato il premio della categoria “Paesaggio tradizionale” ed è anche andato il riconoscimento Francesco Ortuso per “La migliore architettura del frantoio e il miglio recupero”.

Extrascape assume un significato particolare per la famiglia Franci, visto l’impegno che Giorgio sta dedicando, insieme alla comunità di Montenero d’Orcia e di altri borghi dell’Amiata, nella battaglia per la conservazione e tutela del territorio. Nel commentare il premio infatti Giorgio Franci sottolinea che questo «è la riprova che il nostro territorio è vocato all’olivicoltura e all’agricoltura di qualità, e non alla geotermia». Montenero d’Orcia è forse un caso unico in Toscana, visto che rappresenta il punto d’unione di tre paesaggi iconici della regione: la Val d’Orcia, il Monte Amiata e la Maremma. Alterare tanta bellezza creata dalla natura e dalla mano dell’uomo non può dunque che apparire agli occhi delle comunità locali come una totale mancanza di prospettiva e di capacità di interpretare il futuro di questo territorio, senza dubbio più legato al turismo culturale e naturalistico che a selvaggi sfruttamenti del sottosuolo.

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