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«È un uomo mite ma assai tenace cattolico ma laico e ama il rugby»

«È un uomo mite ma assai tenace cattolico ma laico e ama il rugby»

GROSSETO. Massimiliano Frascino (nella foto), 51 anni, disabile, impegnato da sempre in politica e nell’associazionismo, si autodefinisce «molto di sinistra, seppure non più militante, profondamente...

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GROSSETO. Massimiliano Frascino (nella foto), 51 anni, disabile, impegnato da sempre in politica e nell’associazionismo, si autodefinisce «molto di sinistra, seppure non più militante, profondamente imbarazzato dal Pd e da Renzi».

1. «Voterò Lorenzo Mascagni come scelta razionale prima di tutto, perché penso ci sia bisogno della sua tenacissima mitezza. Ha dimostrato di essere inamovibile rispetto ai principi: rifiutando diversi tipi di pressioni da parte di Udc, Fare Grosseto, singole personalità e gruppi di interesse, fuori e dentro il suo partito. Intendiamoci, in politica le pressioni sono legittime: a me va bene che Lorenzo abbia resistito a quelle che ho messo in fila. Penso che la sua personale tenacissima mitezza sia ciò che serve alla nostra comunità, ostaggio di troppi demagoghi de noantri».

2 «Voterò Mascagni perché culturalmente non sopporto l’uomo solo al comando, il superuomo che risolve tutto da sé. Lorenzo ha sempre usato il noi, e – conoscendolo – so che non lo ha fatto né strumentalmente né per falsa modestia. Sono convinto che solo il buon esempio è in grado di debellare il virus malefico della presunzione, che porta chi fa politica a estraniarsi dalla realtà; solo chi è “portatore sano” di una cultura politica antica e sedimentata può riuscirci».

3. «Voterò lui perché è nei comportamenti il più “non renziano” che conosca nel Pd, che, rimane l’unica garanzia di salvezza per l’Italia e per la nostra piccola comunità, nonostante chi pro tempore lo diriga».

4. «Lo voterò non perché ritenga Antonfrancesco Vivarelli Colonna indegno di governare Grosseto. Ma molto più semplicemente perché il candidato del centrodestra rappresenta culture e interessi che per lo più mi sono lontani».

5. «Voterò Mascagni perché mi piacciono quelli che non promettono soluzioni semplici a problemi complicati. Che non semplificano e che studiano, ascoltando molto prima di parlare».

6. «Voterò Lorenzo perché sono antifascista e antirazzista; pacifista e razionalista. Perché quattro delle liste che sostengono Vivarelli Colonna alimentano in modo pericoloso il clima di scontro fra civiltà».

7. «Voterò Mascagni perché lui è un cattolico convinto, mi pare, francescano, e io sono un non credente molto critico con le gerarchie ecclesiastiche, e perché sui diritti civili la vediamo in modo diverso; perché io mi ritengo un laico convinto, e preferisco puntare sulle cose che con lui condivido (molte) rispetto alle diversità (poche). E perché mi pare che anche lui sia un laico vero».

8. «Voterò Mascagni perché non posso non votare. Come diceva Winston Churchill: «La democrazia è la peggior forma di governo, eccezione fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora». E poi, senza retorica, per rispetto a chi è crepato per lasciarcela in eredità. E infine lo voterò perché ama il rugby. Capisco che la cosa non ha implicazioni politiche. Ma non importa, perché ne ha di etiche». (g.b.)

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