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Due feste in luoghi simbolo
Vivarelli Colonna sceglie piazza del Sale, Mascagni il Cassero Senese
GROSSETO. In piazza del Sale la giostra di bandiere e vodka tonic gira sulle note di Patty Pravo. Al Cassero, poco dopo, la fila per lo spritz si allunga mano a mano che arrivano deputati e simpatizzanti accompagnati da un buon jazz. Due ottimi palcoscenici, da cui i candidati hanno lanciato il loro ultimo appello. «Ci vuole una certa fantasia a dire che il centrosinistra è il nuovo: dobbiamo dare una svolta alla nostra città» dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna ai sui fedelissimi. «Costruiremo una Grosseto migliore» continua, supportato dai sindaci del sud maremmano, uniti dalla provenienza politica e da una speranza: creare una grande area capace di risollevare le sorti del centrodestra in tutta la Toscana.
Alcune ore dopo, al Cassero, anche Lorenzo Mascagni riprenderà il tema del cambiamento. «Siamo pronti ad accogliere la richiesta di rinnovamento che proviene dalla comunità - dice il candidato del centrosinistra - Se vinceremo, avremo quattordici consiglieri comunali del tutto nuovi al mondo delle istituzioni. Un segnale, quindi lo abbiamo già dato».
Sei mesi dopo la campagna elettorale grossetana si spegne in due luoghi simbolo del centro cittadino. Vivarelli Colonna ha scelto piazza del Sale, seguito dai suoi sostenitori armati di bandiere delle varie forze che compongono la coalizione: Forza Italia, Lega Nord e ce n’è qualcuna anche con il logo della sua civica. Non solo: ci sono anche quattro sindaci maremmani dietro al palco pronti a prendere la parola: sono Andrea Casamenti (Orbetello), Sergio Ortelli (Isola del Giglio), Diego Cinelli (Manciano) e Arturo Cerulli (Argentario). In pratica - fatta eccezione di Capalbio - tutto il sud della provincia, che ora con i suoi primi cittadini coltiva il sogno di conquistare con gli stessi colori il capoluogo. «È un’area che ora può allargarsi a Grosseto e domani magari a Firenze - dice Cerulli - Noi Comuni del sud Maremma siamo spesso incompresi, lasciati isolati in ambiti importanti come la sanità o i rifiuti. Uniti, invece, possiamo far sentire la nostra voce». Fa eco Cinelli: «Abbiamo la possibilità di creare una realtà nuova in Toscana». Casamenti è ancor più diretto: «È un’occasione storica che può segnare una svolta su tutto il territorio». Un sogno, quello del clan del centrodestra, che si coronerà soltanto se le urne di domani incoroneranno Vivarelli Colonna. «Grosseto è una città che ha diversi mali e Antonfrancesco è la cura giusta» dice Ortelli. I sindaci salgono sul palco chiamati uno ad uno dall’attrice Debora Caprioglio, ospite d’onore, che prima di presentare i maremmani legge un passo delle “Città Invisibili” di Italo Calvino, facendo da preambolo all’entrata sul palco di Vivarelli Colonna, che inizia il suo intervento tra gli applausi dei presenti, compresi i big di partito. C’è un assente illustre però in piazza del Sale: l’ex sindaco Alessandro Antichi, da cui il candidato del centrodestra ha preso le distanze («non fa parte della mia coalizione») durante il confronto al Cassero di giovedì sera.
E queste parole sono uno degli argomenti più gettonati alla festa di Mascagni, organizzata, il caso vuole, proprio al Cassero. «Non è mai bello quando si uccide il padre - dice il segretario provinciale Pd Marco Simiani - Ogni amministrazione deve essere contestualizzata e in ogni caso ha contribuito a realizzare qualcosa. Ma Vivarelli Colonna ha proseguito con questi toni per tutta la campagna elettorale: prima parlando di esponenti del centrosinistra, come Lorano Valentini, e ora anche con i suoi, come è successo come Antichi. Lorenzo non ha questi atteggiamenti: è questo il cambiamento». Il candidato però ancora non si vede alla sua festa. Mano a mano arrivano il deputato Pd Luca Sani, l’ex assessore Giancarlo Tei e il vicesindaco uscente Paolo Borghi, suo sfidante alle primarie, seguito poco dopo anche dal sindaco Emilio Bonifazi. Ma Mascagni continua a farsi attendere, lasciano a Simiani, il primo tra i big a presentarsi al Cassero, l’onore di accogliere gli ospiti. «Il messaggio di Mascagni è quello della speranza - continua - Mentre nel centrodestra, dove ci sono anime come la Lega e gli estremisti, il messaggio è quello del no a prescindere». Intorno alle 21.30 eccolo Mascagni, che dopo un giro di spritz e due chiacchiere prende la parola sul palco, rilanciano il suo rinnovamento. Le ultime battute di una campagna elettorale lunga e intensa, che scivola via sulle note di un bel jazz.
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