Il presidio
Dopo la sconfitta alle elezioni Tenucci rinuncia al consiglio
Dopo 5 anni all’opposizione l’ex candidato sindaco di Scansano si tira fuori E lancia durissime accuse: «Politica torbida, princìpi mercificati, popolo tradito»
SCANSANO. Ieri candidato sindaco di Scansano, dopo cinque anni di appassionata opposizione in consiglio comunale e decine di battaglie portate avanti. Oggi la decisione di lasciare. Francesco Tenucci, aspirante sindaco del centrodestra arrivato secondo, alle spalle di Francesco Marchi, rinuncia alla carica di consigliere comunale.
La decisione era nell’aria. Ieri, in una nota inviata alla stampa che trasuda amarezza, delusione e rabbia, ha annunciato non solo che non entrerà in consiglio, ma che rinuncerà del tutto alla politica. E non ha risparmiato accuse che non passeranno inosservate.
«Qual è lo scopo di una minoranza – dice Tenucci – se non quello di far da coscienza per la maggioranza e da tutore per il popolo? Quale il suo fine, se non quello di concorrere a formare la coscienza degli elettori, così che possano liberamente scegliere coloro che debbano reggere le sorti del loro futuro? Ma, quando la libertà di scelta s’intorbida, quando si sceglie non per convinzione, ma per convenienza, quando la politica diviene il controllore degli affari, finanche degli investimenti pubblici indirizzati per far mutare posizioni politiche; quando a un’impreparazione e a un disinteresse endemico, si aggiunge il voto di scambio, ove la persona, le qualità, le idee del candidato sono assolutamente secondarie, giacché basta la sua appartenenza per garantire la vittoria volta essenzialmente alla realizzazione di determinati progetti, che fine ha fatto la democrazia? Io credo che una retta coscienza imponga alle persone oneste di non avallare con la loro presenza una commedia fine a se stessa. Tenucci parla di «principi sono mercificati», di popolo «tradito», di «incoerenza».
Da qui quello che Tenucci definisce «addio alle armi». «Ritengo – spiega – che la mia partecipazione al consiglio comunale di Scansano non sia né materialmente utile, né moralmente opportuna». Ma c’è di più. «Lascerei la maggioranza sola con se stessa a risolvere le insanabili contraddizioni interne che l’agiteranno, senza fornire ad essa un parafulmine... Quanto a me, stimo che la mia opera si sia conclusa e auguro ogni e miglior successo a chi prenderà il mio posto e a tutto il paese di Scansano».
Alle dure accuse di Tenucci, il sindaco Francesco Marchi si prende del tempo. «Mi riservo di esaminare quello che mi è stato riferito delle affermazioni di Tenucci – spiega al Tirreno – e mi riservo di rispondere nelle sedi opportune, tramite anche la Procura». Intanto oggi alle 17 a Scansano c’è il primo consiglio comunale con il giuramento del sindaco e la convalida degli eletti. Poiché Tenucci rinuncia, al suo posto entrerà il primo dei non eletti della sua lista, cioè Vinicio Petrucci, che affiancherà Aldo Chelli ed Emiliano Ferrini.
Francesca Ferri
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