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Da Mein Kampf al femminicidio Il no di Mascagni
Il libro di Hitler in edicola scatena l’ira del candidato e della sinistra: «Scelta da condannare senza se e senza ma»
GROSSETO. Ha avuto eco anche a livello locale la decisione de “Il Giornale” di regalare “Mein Kampf”, il libro di Hitler.
Lorenzo Mascagni non ha dubbi: «Non capisco la logica editoriale di una scelta simile, considerato che quell’ignobile testo non ha alcuna valenza culturale, storica o letteraria. Proprio in questi giorni, inoltre, il Parlamento ha approvato una legge che finalmente considera reato il “negazionismo”. Penso che questa scelta vada condannata senza se e senza ma. Che non centri nulla la libertà di opinione, né che sia accettabile proporre un “gadget” editoriale solo perché il nazismo ha un suo mercato di nicchia. Strizzare l’occhio ai neonazisti nostrani è un’operazione sporca e cattiva, che questo Paese non merita».
Non è diversa l’opinione dei Comunisti italiani, la cui segreteria provinciale definisce «ripugnante» la scelta del giornale della famiglia Berlusconi. «Se fossimo in una repubblica democratica e antifascista con una consapevolezza diffusa nel popolo dei valori costituzionali scenderemmo tutti in piazza, ma evidentemente la nostra democrazia ha subito troppi colpi e troppi traumi che oramai tutto passa sotto silenzio. La verità è che quello italiano è un popolo senza memoria, stordito com’è da vent’anni di berlusconismo e di moderatismo estremo e scissionismo suicida di una sinistra che oggi è faticosamente alla ricerca e alla riscoperta delle sue radici e dei suoi storici valori, che hanno conciato la penisola come una nave in balia della tempesta senza un valido equipaggio e una rotta sicura e condivisa. La cosa che fa più indignare e temere il peggio è che questo fattaccio viene subito prima della decantata deforma costituzionale trainata dal governo guidato dal pessimo quartetto Renzi- Boschi - Verdini e l'inutile Alfano, che trasformerà definitivamente il paese in un regime dittatoriale di fatto».
Mascagni, poi, interviene con una nota separata su un’altra questione, quella della violenza sulle donne: sono già 59 gli omicidi dall’inizio dell’anno. «Questo numero tremendo, 59, che oggi la cronaca associa ad un’altra donna uccisa, impone un impegno, a me e a tutti. È un impegno collettivo di cui mi faccio carico, a cui vorrei dare voce. Lo dico innanzitutto alle donne che nella nostra provincia sono impegnate da anni nella lotta contro il femminicidio e più in generale la violenza alle donne: io ci sarò, noi ci saremo. È una conferma, non una novità. Sono sempre stato insieme a Vittoria Doretti, cuore e mente del Codice Rosa, nel suo lavoro quotidiano, costante, utile ad affermare un servizio stabile di prevenzione e cura delle donne che hanno subito violenza. Sono sempre stato con le donne, le volontarie di Olympia de Gouges e il loro sistema di tutela e sostegno. Non basta, però, affermare una volontà e neppure esprimere solidarietà. Lo dico a tutte le istituzioni, ai sindaci di tutti i Comuni del nostro territorio: servono risorse, serve inserire nei bilanci una voce di spesa strutturale. Io sto con la mia città, con le donne della mia città».
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