Il Tirreno

Grosseto

«Pioggia inaudita» I tecnici spiegano il ko

di Alfredo Faetti
«Pioggia inaudita» I tecnici spiegano il ko

Acqua ben oltre i limiti di tolleranza delle fogne. Ma i tombini...

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GROSSETO. L’espressione viene spesso abusata nel linguaggio comune, ma ha dei valori ben definiti e vengono in aiuto per capire cosa è accaduto giovedì sera. Parliamo di “bomba d’acqua” quando la pioggia caduta supera i 30 millimetri all’ora o, secondo alcuni climatologi, quando le precipitazioni superano i 50 millimetri nell’arco di due ore.

Ecco: a Grosseto sono caduti 80 millimetri di pioggia in un’ora. «In un’ora è caduta la pioggia di due mesi: a maggio e a giugno». Un nubifragio condito con grandine e vento a 108 chilometri orari, che a detta degli stessi tecnici ha portato le chiome degli alberi a spogliarsi di molte foglie, volate sull’asfalto fino a concentrarsi con la spinta dell’acqua sui tombini, intasandoli.

Da qui il collasso delle fogne, che già erano in forte difficoltà, dato che hanno una capacità di ricezione di 45 millimetri all’ora. Senza addentrarsi troppo in tecnicismi, è possibile semplificando dire che sul capoluogo maremmano si è scagliata una tempesta caraibica: potentissima e concentrata in una sola zona, appunto, la città.

Eppure quando la pioggia ha iniziato a cadere, giovedì pomeriggio, l’impressione era quella che il sistema fognario di smaltimento potesse resistere a questo temporale d’inizio estate. Intorno alle 17 infatti l’acqua veniva ben assorbita nei tombini. Poi però le precipitazioni hanno aumentato vertiginosamente di intensità, fino al culmine registrato in quei sessanta minuti d’inferno tra le 18,30 e le 19,30, quando è esplosa la bomba d’acqua.

«Negli anni recenti non ci sono precedenti di una pioggia simile», continuano i tecnici del Comune e del genio civile regionale. «Livelli simili sono davvero straordinari e imprevedibili». Tanto imprevedibili che quando la bomba è esplosa ormai era impossibile contenerne gli effetti. Le fognature hanno resistito fino a quando la pioggia è rimasta su un’intensità forte ma standard: la loro capacità di ricezione dell’acqua, come detto, è di 40-45 millimetri all’ora; e quando il temporale ha raggiunto i livelli di un evento straordinario, ecco che le strade, i garage e gli scantinati hanno iniziato ad allagarsi.

Ma la pressione sul sistema fognario non giustifica completamente la trasformazione del centro storico e della zona Regioni in veri e propri fiumi in piena. È subentrato un altro fattore, quello che ieri mattina molti commercianti (e non solo) contestavano all’amministrazione comunale: la pulizia e la manutenzione dei tombini. A queste critiche, ha risposto direttamente il sindaco Emilio Bonifazi subito dopo l’incontro con il governatore Enrico Rossi, arrivato in città per fare un punto sui danni.

«A Grosseto ci sono 30.000 piante – spiega Bonifazi – molte delle quali in via Sardegna, via Sicilia e tutta la zona delle Regioni. In questo periodo, le piante stanno fiorendo e hanno le chiome molto prosperose: con la grandine e il vento di ieri (giovedì) le foglie sono cadute a terra e sono andate a ostruire i tombini. Certo, si può sempre fare meglio: ma se andate a vedere i tombini non troverete detriti o aghi di pino secchi, ma fogliame verde. Quello appunto caduto insieme alla pioggia».

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