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«Mio fratello esasperato dal cliente»
Vincenzo Credendino racconta la sua versione sull’episodio
ORBETELLO. «Siamo in quella piazzola da 6 anni. Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno. Vogliamo lavorare. Se a un cliente non va bene il prezzo delle ciliegie non è costretto a comprarle».
Arriva dopo due giorni la replica di Vincenzo Credendino, titolare dell’attività che vende ciliegie in una piazzola nel comune di Orbetello. Nei giorni scorsi un uomo si era fermato per comprare delle ciliegie, dopo un battibecco aveva ricevuto, dal fratello di Vincenzo, un pugno in faccia. L’uomo era andato al pronto soccorso a farsi medicare e poi dai carabinieri a sporgere denuncia. Vincenzo nel suo racconto non nega certo che il pugno sia stato sferrato ma cerca di far capire il perché il fratello sia arrivato a quel punto di esasperazione. «Noi eravamo sul nostro posto di lavoro - racconta - il signore si è fermato e ha iniziato a offendere a parole». Le offese, secondo il racconto di Credendino si sarebbero concentrate sull’origine partenopea dei venditori e sul fatto che avrebbero fatto prezzi a trabocchetto, perché espressi facendo riferimento al mezzo chilo e non al chilo. La discussione si è quindi animata e l'uomo - secondo quanto riporta Vincenzo - è stato invitato ad andare via. «Gli abbiamo detto che se non voleva comprare era libero di andare. Che poteva comprare un etto, mezzo chilo o niente». Dalle parole però presto i due sono passati ai fatti: «Mio fratello lo ha invitato ad andarsene sottolineando che non era giornata e che era nervoso. Così facendo gli ha dato un colpetto vicino al finestrino dell’auto. A quel punto l’uomo è sceso dalla macchina, ha allungato le mani tanto da fare a mio fratello un graffio sul viso. A quel punto la reazione è stata immediata ed è partito il cazzotto».
Vincenzo non ha problemi nemmeno a chiedere scusa all’uomo per il pugno sferrato. «Stavamo solo lavorando. Abbiamo una regolare licenza, non obblighiamo nessuno a comprare nulla. Siamo persone per bene. In tutti questi anni ci sono stati piccoli battibecchi con i clienti ma nulla di particolare. Tutto è sempre rientrato nel normale rapporto di lavoro. Stavolta tutto è andato oltre. Lui si è fermato e sembrava non aspettasse che avere una occasione per discutere».(i.a.)
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