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Grosseto

BUSINESS IN CAMPAGNA

Istia, un villaggio rurale al posto della vecchia fornace

di Giovanna Mezzana
Istia d'Ombrone, l'area ex fornace (foto G. Mezzana)
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Istia d'Ombrone, l'area ex fornace (foto G. Mezzana)

Sull’area di 68.000 mq nascerà una struttura metà residenziale e metà turistica Società maremmano-fiorentina investe 15 milioni e promette 50 posti di lavoro

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ISTIA D’OMBRONE. Nel giro di tre anni Grosseto e la Maremma avranno il loro country village con bar, ristorante e persino una spa-centro di bellezza. Nascerà a Istia d’Ombrone: lungo la Scansanese e al posto dei ruderi della vecchia fornace Giannini (dal nome dell’ultimo proprietario). Torna in auge l’idea che da anni vagheggia Mario Salvestroni, l’ingegnere-imprenditore alla guida della Confindustria grossetana che nel 2003 acquistò (con altri soci) quell’area di 68.000 mq «al prezzo – dice – di qualche milione di euro». Il progetto – con destinazione mista, sia residenziale che turistica – vale quindici milioni di euro, ma Salvestroni non li tirerà fuori tutti da solo. Braccio operativo dell’operazione è la Marinv, società che fa capo per il 50 per cento al pianeta societario riconducibile all’ingegnere grossetano e per la restante quota a imprenditori fiorentini. E non finisce qui: «Stiamo trattando – anticipa Salvestroni – anche con co-finanziatori non locali e con le spalle coperte, e con soggetti interessati alla gestione del villaggio»,per la quale il numero uno di Confindustria prevede di coinvolgere anche l’Hotel Airone di sua proprietà.

La location. Se guidi da Grosseto verso Istia, superi il ponte sull’Ombrone e procedi sulla Scansanese ancora per qualche centinaio di metri, sulla destra scorgerai l’area in questione; dalla strada si intravede la ciminiera, una casa-edificio bianca e una struttura ormai semidiroccata: la fornace è chiusa dal 1972. L’accesso non è consentito: c’è un cancello a mo’ di cantiere chiuso.

Il progetto. È qui che sorgerà un villaggio «con un’accoglienza di alto livello». Non ci sarà ulteriore cemento rispetto a quella che già c’è: «Non aumenteremo la cubatura – specifica Salvestroni – Le costruzioni saranno basse, a ferro di cavallo e il modello sarà quello del Cid, che è tanto di moda negli Stati Uniti». Cid sta per common interest developments, che significa comunità residenziali che offrono non tanto appartamenti quanto stili di vita: e lo stile sarà quello toscano; il sistema Cid prevede anche una condivisione dei servizi (ad esempio quello di custodia e sorveglianza) tra chi occupa la quota riservata al residenziale e chi quella dedicata al turistico. Quindici milioni di euro serviranno dunque per mettere a punto l’area e per “il mattone”. E i tempi? A conti fatti ci vorranno circa tre anni: «Il progetto venne presentato nel 2005 – dettaglia Salvestroni – ed è approvato. Per l’edilizia ci vorranno circa due anni e mezzo di lavoro e stimiamo di chiudere gli accordi e la questione finanziaria nell’arco di qualche mese».

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Investitori. La questione finanziaria, appunto. «Stiamo trattando con importanti interlocutori non locali, extra Toscana» dice il presidente di Confindustria che potrebbero entrare nell’operazione sia con lo status di co-finanziatori che con il ruolo di gestori della struttura. La domanda è: qual genere di interlocutori sono quelli di cui parla l’ingegnere? La Marvin ha forse necessità di bussare alla porta delle banche direttamente o per interposta persona? «Direi proprio di no – risponde Salvestroni – I nostri interlocutori sono finanziariamente molto solidi». Di chi si tratti, per il momento, rimane top-secret.

Assunzioni. Uno degli aspetti più interessanti per la Maremma è che il country village – un po’ residenziale e un po’ per turisti – porterà posti di lavoro. «Una cinquantina» valuta Salvestroni. Ci sarà bisogno di personale per l’accoglienza e il check in; dato che il villaggio rural-chic sarà dotato di bar e ristorante ci sarà spazio anche per cuochi e camerieri; ma anche per professionisti del benessere e della bellezza e persino per «medici che si occupano di estetica». Insomma rurale nello stile – evocherà la toscanità maremmana – ma con tutti i confort immaginabili. Non resta che attendere che l’area dell’ex fornace Giannini diventi un cantiere.

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