Il Tirreno

Grosseto

Gli americani vogliono dire sì a San Bruzio

di Ivana Agostini

La location strega i wedding planner Usa, ieri (finalmente) le prime nozze di una coppia maremmana

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MAGLIANO IN TOSCANA. Atmosfera mistica, un silenzio avvolgente rotto solo dal cinguettio degli uccelli e dal verso di qualche fagiano che si nasconde fra gli steli del grano che crescono intorno ai resti dell’antica abbazia. Siamo a San Bruzio, nel comune di Magliano in Toscana. Questo luogo, simbolo dei tempi che furono, potrebbe diventare la location prescelta dagli americani per uno dei giorni più importanti della vita, quello del sì. Nei giorni scorsi, una wedding planner ha fatto un sopralluogo fra i resti della chiesa che risale all’XI secolo.

Stile architettonico romanico con eleganti sculture in stile franco lombardo. A San Bruzio si arriva percorrendo una piccola strada sterrata in mezzo a due campi di grano e olivi disseminati qua e là. Tutto intorno c’è il paesaggio tipico della Maremma: verdi colline, il giallo della ginestra, il rosso dei papaveri, l’oro dei campi di grano, paesini che sembrano presepi in lontananza. San Bruzio per i turisti italiani e stranieri costituisce una perla: per questo è facile abbinare un luogo così magico a un momento altrettanto magico come quello delle nozze. «Agenzie estere – dice il sindaco di Magliano Diego Cinelli – sono interessate a celebrare matrimoni nel nostro borgo. Hanno fatto un sopralluogo: sia alla chiesa di San Bruzio che dentro il paese, dove abbiamo altri angoli suggestivi che regalano come sfondo lo scenario magnifico della nostra Maremma».

Magliano, arroccato sulla collina, domina la vallata. Le sue mura sono meta ideale per gli innamorati e sposarsi a pochi metri da quelle fortificazioni rende ancora più speciale la celebrazione delle nozze. Come le mura anche San Bruzio evoca romanticismo ed emozione. Quando il sole illumina con i suoi raggi le antiche mura della chiesa rimaste in piedi, tutto diventa magico.

Nel 2014 a San Bruzio fu celebrato il primo matrimonio: lui di Bergamo, lei canadese. Nel 2015 i matrimoni sono stati tre, tutti di non residenti. Nel 2016 sono stati prenotati tre nozze, di cui il primo si è celebrato ieri. A scegliere San Bruzio, è stata una giovane donna di Orbetello, Elisabetta Noferi, figlia di Marco Noferi, portavoce di Obiettivo Comune Orbetello, e un maglianese, Mirco Canuzzi.

«Tutto questo –spiega Cinelli – costituisce anche un introito per il Comune: i non residenti pagano una cifra più alta per potersi sposare a San Bruzio (1000 euro i non residenti, 700 i residenti)». Il Comune provvede ad allestire la location: fa trovare l’erba tagliata, il tavolo per la celebrazione. Tutto il resto è a carico degli sposi che decidono di addobbare il luogo nella maniera che preferiscono. «C’è chi mette le presse di fieno (vedi foto a sinistra) aggiungendo girasoli o altro... E alla fine un matrimonio – dice il primo cittadino – è importante anche per l'indotto: c’è lavoro per i fiorai, i parrucchieri, il fotografo; a trarne vantaggio – continua – sono anche gli agriturismi e le strutture ricettive che, soprattutto quando gli sposi non sono residenti, ospitano gli invitati alla cerimonia anche per più di un giorno. Non solo: l’anno dopo tornano in vacanza e quindi queste nozze garantiscono promozione turistica».

Insomma, per Cinelli c’è non solo l’orgoglio di possedere, come sindaco, un gioiello di inestimabile bellezza, ma anche la consapevolezza che il gioiello porta soldi nelle casse del Comune e non solo.

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