Italia
Polo agroalimentare «La gara di appalto è dietro l’angolo»
Rispescia, Marras prevede un’attesa breve per il bando e conferma la dotazione finanziaria di oltre due milioni
GROSSETO. Mancherebbe davvero poco al via libera per l’assegnazione dell’appalto che ristrutturerà (e amplierà) la sede del futuribile polo tecnologico dell’agroalimentare di Rispescia. Parola di Leonardo Marras, capogruppo del Pd in seno al consiglio regionale, che riporta in Maremma quanto deciso lunedì sera dalla Giunta guidata dal governatore toscano Enrico Rossi. Due i punti clou: i soldi per il Polo ci sono – sono due milioni e 300.000 euro – e in loco potrebbero arrivare altro humus per concimare, corroborare, rivitalizzare tenute e poderi. Per le imprese del settore agroalimentare.
Qui Rispescia. Il Polo sarà ospitato all’interno di un immobile di proprietà regionale, un tempo sede dell’Arsia: imboccando la strada per andare all’ex Enaoli, l’edificio rimane sulla sinistra (sulla destra invece si va al quartier generale di Festambiente). Per Rispescia le risorse arriveranno – secondo il quadro dipinto da Marras – da due canali: quello del ministero dello sviluppo economico che ci metterà un milione e 200.000 euro, e quello della Regione Toscana che contribuirà per il resto della cifra. Sul piatto per il momento ci sono complessivamente due milioni e 300.000 euro per ristrutturare l’immobile ex Arsia, ampliarla, acquistare la dotazione di macchinari per mettere su i laboratori. Sono pochi o sono tanti poco più di due milioni? Per avere un’idea: per “riempire” il polo tecnologico di Borgo Santa Rita – inaugurato a fine febbraio a Cinigiano si sono spesi cinque milioni di euro. «La ristrutturazione è leggera (l’edificio sarebbe in buono stato, ndr) – spiega Marras – e a Rispescia di “fisico” si farà bene poco». Che si farà? «Sarà il luogo in cui si incontreranno – spiega il consigliere Pd – la domanda di mercato e la ricerca». Cioè gli imprenditori – che vogliono innovare la propria produzione sul fronte del prodotto e/o del processo – e i ricercatori delle università toscane e dei centri di ricerca. Da qui partirà anche il fundraising per i fondi comunitari: questa mission è chiara e il resto si vedrà.
Altri fondi. Per il settore agricolo della Maremma possono esserci anche altre chance. La Regione Toscana sta rimodulando il piano di sviluppo rurale. E in riferimento al piano regionale di sviluppo appena approvato dalla Giunta – ora dovrà passare al vaglio del consiglio regionale – si parla di una dotazione di circa cinque milioni di euro da destinare anche allo sviluppo delle imprese dell’agroalimentare che vogliano investire anche sul fronte dell’occupazione.
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