«Ingiusto garantire assistenza e non pagare gli stipendi»
GAVORRANO. «Vogliamo quanto ci spetta: i soldi pubblici erogati dal ministero devono essere utilizzati in modo proprio senza far mancare risorse per la gestione dei servizi ai richiedenti asilo e...
GAVORRANO. «Vogliamo quanto ci spetta: i soldi pubblici erogati dal ministero devono essere utilizzati in modo proprio senza far mancare risorse per la gestione dei servizi ai richiedenti asilo e rispettando le regole del lavoro».
È il messaggio lanciato dai nove ex dipendenti dell'associazione Partecipazione e Sviluppo che si occupa dell'accoglienza profughi nelle Colline Metallifere, in causa con la onlus denunciando mancati pagamenti. Nei giorni scorsi, l'avvocato degli ex collaboratori Alessandro Antichi ha chiesto il sequestro preventivo delle somme che l'associazione deve alla Prefettura di Grosseto, fino alla concorrenza di 250mila euro.
«Ci viene da pensare - continuano - che forse la gestione dei migranti da parte di questa piccola onlus renda bene a dispetto delle tante cooperative o di aziende in altri settori che faticano a reggere sotto il peso di una crisi ancora presente ma onorano regolarmente e con sacrifici i pagamenti di stipendi e fornitori assumendosi in toto i rischi d'impresa senza scaricarli ad altri». Fino allo scorso anno, anche questi nove lavoratori facevano parte della Partecipazione e Sviluppo, seguendo per essa l'accoglienza degli esuli ospitati nei centri di Ghirlanda, Gerfalco, Roccastrada, Venelle, Gavorrano e Castellaccia.
Poi però il rapporto con i collaboratori maremmani si sono interrotti, prima che alcuni pagamenti (compresi quelli effettuati di tasca propria dai lavoratori stessi) fossero saldati. I firmatari della causa raccontano di aver parlato con i vertici della onlus a maggio e riportano quanto detto dal presidente: «avete messo gli avvocati e ora non possiamo pagarvi. Abbiamo la volontà di pagarvi ma se le cose andranno per vie legali non conosciamo i tempi e i costi dei legali saranno senz’altro onerosi per tutti e per voi».
E in effetti una parte dei pagamenti poi è arrivata, ma il saldo per gli ex collaboratori è ben più ampio. «Vogliamo il nostro e non è vero che l'Associazione è stata disponibile a chiudere la vicenda - rispondono i lavoratori dal canto loro - Lo poteva fare con il sindacato prima della fine dell'anno oppure poteva approfittare della proposta di conciliazione avanzata dal nostro legale l'avvocato Antichi presso l'Ispettorato».
(a.f.)
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