Il Tirreno

Grosseto

No alla geotermia, nuova raccolta firme

di Fiora Bonelli
No alla geotermia, nuova raccolta firme

Parte a Scansano una petizione anti-centrale e fa 200 adesioni in poche ore. Il gruppo promotore contesta la sindaca

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SCANSANO. Monta a Scansano la querelle sull’ipotesi centrale geotermica che vede in prima linea la neonata Sos geotermia. Dopo che a Pancole sono stati fatti dei lavori per la creazione di un foro che misurasse la temperatura del terreno (a gradiente termico), è insorta la lista civica Tenucci – quella che sostiene il candidato a sindaco Francesco Tenucci – che, prontamente, ha organizzato un convegno sul tema. Di contro, il sindaco Sabrina Cavezzini ha ridimensionato l’importanza della cosa, assicurando che al momento opportuno, in caso di richiesta di autorizzazione alla ricerca di vapore, i cittadini sarebbero stati coinvolti.

L’avversione all’idea di avere centrali in casa si è manifestata immediatamente con la costituzione del gruppo Sos geotermia che ha iniziato una campagna di informazione, di contestazione alla sindaca e di raccolta firme contro questa ipotesi. Il comitato non ha perso tempo e nella mattina di ieri ha raccolto oltre 200 firme di cittadini scansanesi che di geotermia non vogliono sentir parlare. Ma non solo.

Ha predisposto un documento da sottoporre alla firma dei tre candidati a sindaco Francesco Marchi, Giuliano Brizzi e Francesco Tenucci. Un documento che, se sottoscritto, impegnerebbe il sindaco vincente a «sospendere ogni attività di cantiere nelle ricerche geotermiche sul territorio del Comune di Scansano, applicando il principio di precauzione».

Nel documento si ricorda pure che nell’aprile di un anno fa «le commissioni ambiente e attività produttive della Camera hanno approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il Governo o a emanare criteri per individuare le zone idonee allo sfruttamento per tutelare anche le risorse idriche, o a prevedere un pieno coinvolgimento dei cittadini»; contestano poi la sindaca Cavezzini aggiungono: «A nessuno sfugge – dicono –che a Pancole si sia aperto un cantiere per un pozzo di sondaggio. È altrettanto evidente che i sondaggi sulla temperatura del sottosuolo servano a valutare la fattibilità di una centrale, per la quale la società interessata dovrebbe chiedere autorizzazione dietro presentazione di un progetto – dettagliano – Confronto e discussione non possono essere rimandati ad un generico “domani”».

Quanto al cantiere di ricerca e sondaggio, Sos geotermia sostiene che «i geologi segnalano un alto rischio di danni al terreno e alle falde acquifere sottostanti (a Pancole, nell’area interessata dalla trivellazione, sono censiti tre pozzi domestici e una ricca falda) per i materiali usati nel corso del sondaggio, che possono infiltrarsi nel terreno prima che tubi e cemento di protezione facciano presa. La cosa più grave – dicono – è che tutto stia avvenendo senza la necessaria trasparenza: i cittadini non sono stati informati e consultati su un passo decisivo per il futuro della comunità».

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