Il Tirreno

Grosseto

il ricorso al tar

Infissi in alluminio, si va in tribunale

Infissi in alluminio, si va in tribunale

MASSA MARITTIMA. La diatriba tra il Comune e la Nuova Solmine finisce in tribunale. Al centro quegli infissi in alluminio tanto discussi che la proprietà ha installato all’hotel La Fenice, che fa...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. La diatriba tra il Comune e la Nuova Solmine finisce in tribunale.

Al centro quegli infissi in alluminio tanto discussi che la proprietà ha installato all’hotel La Fenice, che fa capo appunto alla società guidata da Luigi Mansi, e che nel 2015 ha portato ad un vero e proprio caso politico.

Il punto è che l’amministrazione massetana ha riscontrato delle irregolarità con quegli infissi, classificati da subito come abuso edilizio visto che vanno ad impattare con il paesaggio storico del centro cittadino. Accuse infondate secondo la società, che ha impugnato l'ordinanza di ripristino presentando ricorso al Tar per il suo annullamento.

Il caso nasce il settembre scorso dopo la segnalazione dell’abuso e a sollevarlo è stata la lista civica d’opposizione Massa Comune, denunciando che «trattandosi di un proprietario potente (non fa il nome) nessuna fa nulla per riportare la situazione alla legalità». Ma in verità il Comune si era già mosso: dopo la segnalazione dei vigili urbani infatti, che si sono accorti dell’irregolarità, gli uffici del municipio hanno scritto alla società Fenice avviando il procedimento; la proprietà a quel punto ha preso tempo per le sue controdeduzioni e l’iter ha seguito il suo percorso naturale.

Le osservazioni del privato, però, sono state respinte dai tecnici degli uffici comunali, così è stato deciso di ricorrere al Tar. In particolare, per l’annullamento di quel passaggio dell’ordinanza in cui si legge che «le persiane, in caso di interventi che ne prevedano la sostituzione, sono ammesse del tipo “fiorentina”, esclusivamente in legno. Non è consentita la messa in opera di persiane di plastica o di alluminio, fatta salva la manutenzione ordinaria di quanto esistente». Il ricorso è stato presentato il novembre scorso, ma la Nuova Solmine, a gennaio, ha chiesto al tribunale l’applicazione di misure cautelari perché venisse sospesa l’esecuzione di demolizione, trovando il benestare del giudice. In questo modo, gli infissi della discordia sono ancora ben saldi alle loro finestre, in attesa che il tribunale si pronunci definitivamente. (a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani