Il Tirreno

Grosseto

La colonia negata agita il Pd

di Gabriele Baldanzi
La colonia negata agita il Pd

Cancellato il servizio estivo nonostante le rassicurazioni. Il candidato Duchini: «Che amarezza»

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ALBERESE. «A novembre del 2015 una delegazione di genitori di Alberese e Rispescia, allargata al parroco di Alberese, incontrò il sindaco di Grosseto per discutere sulla programmazione delle colonie estive 2016. Emilio Bonifazi, nella circostanza, si impegnò per la prosecuzione del progetto, senza il servizio mensa al quale i genitori avrebbero provveduto per proprio conto. Adesso, invece, scopriamo dal Coeso che questa parola non viene rispettata e che le colonie non sono state finanziate. Come cittadino di Alberese e genitore sono davvero dispiaciuto, anzi amareggiato. Come candidato al consiglio comunale nella lista del Partito democratico mi dissocio da questo comportamento e da questa scelta, che non ritengo giusta da parte di chi dovrebbe sostenere i bisogni del cittadino».

A parlare così è Fabio Duchini, imprenditore agricolo, membro del direttivo del Parco regionale della Maremma ed ex presidente dell’associazione Agriturismi del Parco.

Fu lui, otto anni fa, a gettare le basi per l’organizzazione della prima colonia marina per i bimbi di Alberese, Rispescia e campagne.

Questa polemica va avanti dallo scorso autunno e ha visto coinvolta, suo malgrado, anche l’assessore al sociale Antonella Goretti.

In pratica ad Alberese e a Rispescia le famiglie non si sono mai rassegnate alla soppressione del servizio della colonia estiva per i bambini della zona, dopo sette anni di ottimi risultati.

Alla base di questa decisione, secondo il Comune, ci sono due ragioni: la prima economica, la seconda di rispetto per coloro che non hanno mai fruito del servizio.

Al fianco di Duchini, in questa rivendicazione, c’è oggi come sei mesi fa un gruppo di genitori arrabbiati e la stessa associazione che riunisce gli agriturismo del Parco della Maremma, guidata da Andrea Maistrello.

La prima colonia per Alberese Rispescia e campagne fu organizzata in collaborazione con l'ente Parco.

«Avevamo il mare, le strutture e c’erano tutte le condizioni per avviare il servizio – ricorda Maistrello – d’altra parte chi lavora nelle aziende agricole in estate ha orari massacranti e confortava molto avere i propri figli a pochi chilometri di distanza, a fare il mare. L’anno successivo il Comune prese in carico questo progetto ritenendolo socialmente utile. Oggi evidentemente è cambiato qualcosa. Peccato, perché noi avevamo raccolto duecento firme per chiederne il mantenimento e ottenuto rassicurazioni in questo senso».

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