Il presidio
Nascondeva nel corpo 5 ovuli di eroina
Arrestato dai carabinieri appena arrivato alla stazione: le radiografie hanno rivelato la droga
FOLLONICA. Lo aspettavano alla stazione ferroviaria, perché sapevano che qualcuno doveva arrivare con un carico di droga. Johnson Obi, nigeriano di 42 anni, senza lavoro e senza fissa dimora, addosso non aveva nulla. Ma la presenza della confezione di un preservativo aveva confermato i sospetti dei carabinieri e cioè che l’uomo potesse aver celato nel proprio organismo la droga. Sospetto confermato dalle radiografie: cinque ovuli con 55 grammi di eroina in tutto.
Arresto convalidato dal gip Valeria Montesarchio, che ha rimesso comunque in libertà lo straniero impedendogli di uscire però dalla provincia di Prato, dove risulta domiciliato in casa di un amico. Un obbligo di dimora che dovrebbe impedirgli di svolgere di nuovo le operazioni di corriere, da lui stesso raccontate.
Assistito dall’avvocato Alberto Bancalà, Obi ha spiegato in carcere di aver ricevuto del denaro per trasportare la droga, ricevuta da un tale da lui conosciuto vicino a un bar di Prato: a Follonica, giovedì pomeriggio, avrebbe dovuto trovare le persone cui consegnare il carico.
L’operazione dei carabinieri era avvenuta giovedì: alle 17.10 era arrivato il treno da nord e lì c’erano anche i carabinieri del nucleo investigativo di Follonica. Obi era stato portato in caserma ma la perquisizione aveva dato esito negativo: addosso lo straniero non aveva nulla. Il ritrovamento di un preservativo aperto e di una busta di cellophane ritagliata aveva fatto però alzare le antenne ai militari: erano gli indizi di una tecnica piuttosto diffusa tra i corrieri di droga, cioè l’occultamento degli ovuli nell’ano, sigillati con il lattice del preservativo. Così, con il consenso di Obi, tutti all’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima per un’esame radiografico. Esame positivo, perché l’addome aveva presentato la presenza di cinque corpi estranei. Insomma, i carabinieri avevano avuto l’intuizione giusta e a quel punto a Obi non era rimasto che farsi dare un lassativo per facilitare l’espulsione.
Chiaro, considerati il quantitativo e le modalità di “trasporto”, che non si trattava di eroina per consumo personale. Chiaro che si trattava di droga destinata allo spaccio. e quindi l’Arma, sentita la Procura, aveva proceduto all’arresto. E la confessione dell’arrestato ha confermato il quadro indiziario. I militari sono adesso al lavoro anche per cercare eventualmente di risalire a chi aveva dato l’incarico a Obi, che per sua stessa ammissione aveva bisogno di denaro e si era quindi prestato a un “lavoro” che avrebbe dovuto consentirgli di tirare avanti per qualche tempo.
(p.s.)
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