Il Tirreno

Grosseto

ELETTORI IN CERCA DI PROMESSE

di STEFANO ADAMI

di STEFANO ADAMI Siamo stati invitati anche noi, io e i miei vicini di casa, molteplici volte ad intervenire ai dibattiti fra i candidati eligendi, con il nostro movimento “Divisi per la città”....

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di STEFANO ADAMI

Siamo stati invitati anche noi, io e i miei vicini di casa, molteplici volte ad intervenire ai dibattiti fra i candidati eligendi, con il nostro movimento “Divisi per la città”.

Vari erano i titoli di tali incontri: per una città più (e qui aggiungere a piacere: democratica, aperta, spalancata, solidale, sicura, certa, simpatica, daga-daga, amica, colorata, filosofica, poetica, musicale, artistica, saporita, gustosa... Eccetera). Non siamo mai andati, abbiamo avuto ben cura di non andare mai. Per aumentare la divisione, naturalmente. Essendo l’obiettivo del movimento proprio quello. Mica per altro.

Ci è riuscito bene finora, dunque, di dividerci dagli eligendi padri. Certo, abbiamo notato che gli eligendi padri non condividono tale atteggiamento. Ma qui si cerca solo di rendere testimonianza. Non riesce ancora, invece, la divisione dagli elettori, dal corpo elettorale. Perché, nonostante tutti gli sforzi di scantonare, sgattaiolare, ogni tanto capita l’incoccio con qualche elettore, per strada.

«La città non ha identità», dicono amareggiati. «Qual è la vostra proposta, la vostra ricetta?». Cerchiamo di dare l’impressione di pensarci su un attimo. «Ahimè», rispondiamo dopo, con l’aria assorta, «siamo divisi». «La città non è omogenea...», riprendono. Chiediamo consiglio alla plasmon?

Un elettore dichiara: «Voto ulivo, sono appassionato di agricoltura...». Ma guardi, l’ulivo non esiste più. Si è seccato. Gli elettori sono confusi, lo si sente chiaramente. E noi possiamo promettergli solo divisione. C’è chi promette dividendi. Chi promette partecipazione. Chi promette partecipate. Noi solo divisione. Fedeli a un insegnamento che ricevono tutti i bambini: promettere solo ciò che si può mantenere. Quindi non promettiamo nulla. Certo, sarebbe bello poter restituire ai cittadini il governo e il controllo della cosa pubblica. Finalmente. Dopo anni e anni di sequestro di tale governo. Ma i cittadini non si fanno sentire. Sono divisi anch’essi. Ahinoi.

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