Il Tirreno

Grosseto

Il tour in sedia a rotelle fa tappa in Maremma

di Enrico Pizzi

È l’iniziativa di Anmil per accendere i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro Partito da Monfalcone, il percorso oggi e domani si snoda tra Follonica e Ribolla

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GROSSETO. Quattromila chilometri da percorrere in buona parte in carrozzina: è il tour per la sicurezza sul lavoro, promosso dall’Anmil, che farà tappa, oggi e domani, in Maremma, tra Follonica e Ribolla. Nel tour, partito da Monfalcone il 28 aprile e che arriverà a Roma il 17 giugno, è impegnato in prima persona il presidente della Fondazione dell’Anmil, Aiutiamoli Subito, Bruno Galvani, paraplegico dall’età di 17 anni per un infortunio sul lavoro.

L’iniziativa è stata presentata in Prefettura. Presenti: il presidente provinciale dell’Anmil, Graziano Campinoti; il viceprefetto Luigi Manzo; il capo di gabinetto della Prefettura Sabrina Agresta; la responsabile dell’Inail di Grosseto Teresa Filoni; Patrizia Valerio dell’ufficio scolastico provinciale; Domenico Viggiano del servizio di prevenzione dell’Asl; il sindaco di Follonica Andrea Benini.

Il programma prevede già un primo appuntamento oggi, pomeriggio, a Follonica, nella sala Tirreno, dove alle 17 si terrà un convegno dedicato ai temi della sicurezza sul lavoro. Domani mattina, alle 9, partirà, da Gavorrano, un percorso ciclistico che porterà fino a Ribolla. Sarà deposta una corona di alloro al monumento ai caduti della miniera e a Ribolla i protagonisti del tour per la sicurezza incontreranno anche i ragazzi delle scuole.

«Ai ragazzi – ha spiegato Patrizia Valerio – cerchiamo di far capire l’importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza. L’incontro con persone che sono rimaste vittime di incidenti sul lavoro avrà un impatto molto forte per i ragazzi». «Nel 2015 – ha detto la responsabile dell’Inail – gli infortuni in provincia di Grosseto sono diminuiti. Il dato non è ancora ufficiale, numeri non se ne fanno, ma non è nemmeno il caso di esultare, dal momento che sono aumentati, però, gli incidenti mortali. Difficile, al momento, trovare una spiegazione al fenomeno. Non ci sarebbero elementi, infatti, per poter affermare che ci sia una correlazione tra la precarizzazione del lavoro, soprattutto in agricoltura e nel turismo, dove il pesante ricorso ai voucher spesso nasconde sacche di lavoro irregolare, e la riduzione delle denunce degli infortuni, che, evidentemente, nel caso dei lavoratori irregolari non vengono denunciati, a meno che non si tratti di eventi di particolare gravità, come, appunto, quelli che hanno esito mortale». E l’aumento degli incidenti mortali, a fronte di una riduzione degli incidenti totali, fa pensare. Gli enti preposti – sottolinea Viggiano - fanno i controlli nei luoghi di lavoro, e ne fanno anche molti, perché «anche un solo infortunio - dice - è sempre troppo, e un infortunio mortale è una grande sconfitta per tutti».

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