«Negata la possibilità del funerale, le parti civili hanno diritto al risarcimento»
La Corte di assise ha riconosciuto la continuazione tra la violenza sessuale e gli atti persecutori nei confronti di Francesca Benetti ma non quella tra l’omicidio e la soppressione del cadavere e i...
La Corte di assise ha riconosciuto la continuazione tra la violenza sessuale e gli atti persecutori nei confronti di Francesca Benetti ma non quella tra l’omicidio e la soppressione del cadavere e i primi due reati (perfezionati nel settembre 2013, quando «non aveva ancora ideato l’omicidio»). Non ha concesso le attenuanti generiche a causa dell’efferatezza, della premeditazione, della mancanza di resipiscenza, della mancata collaborazione per il ritrovamento del cadavere, delle falsità nella sua versione dei fatti, delle accuse nei confronti dei testimoni. Ergastolo con isolamento diurno per due mesi più il riconoscimento a tutte le parti civili del diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, anche perché «ha negato ai congiunti anche la possibilità del funerale». Provvisionali da 300.000 euro per i due figli della vittima Eleonora e Giulio (costituitisi con l’avvocato Alessandro Risaliti), da 200.000 in tutto per il fratello Alessandro Benetti (anche per la madre deceduta - avvocato Agron Xhanaj). L’accusa era sostenuta dai sostituti procuratori Salvatore Ferraro e Marco Nassi. A proporre l’appello per Bilella sarà adesso l’avvocato Gian Domenico Caiazza di Roma.
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