Il Tirreno

Grosseto

Cristina Citerni contro tutti «Salvo solo Gori e Mascagni»

di Gabriele Baldanzi
Cristina Citerni contro tutti «Salvo solo Gori e Mascagni»

La consigliera spara a zero sulla lista Insieme a sinistra, rea di aver accolto i transfughi del Pd Candidata a sindaco nel 2011, ha portato avanti tante battaglie: «Cinque anni di solitudine»

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GROSSETO. «Cinque anni di solitudine». Cristina Citerni lo definisce così il periodo di consiliatura vissuto dal 2011 a oggi sui banchi di opposizione, tenendo sempre alta la bandiera di Sel. Adesso che il mandato è praticamente concluso, abbiamo incontrato la donna che ha sempre incalzato e combattuto, da sola, Bonifazi, Borghi e il Pd e che ha deciso di non sostenere Massimo Ceciarini e “Insieme a sinistra”.

È vero che le avevano la sciato un posto in lista e che fino all’ultimo Simiani e Biliotti con il benestare di Mascagni hanno insistito perché andasse nel centrosinistra?

«Lo chieda a loro. Se è successo immagino che gli sia costato molto».

A lei Mascagni non dispiace, giusto?

«Chiariamo: Mascagni è un uomo che è molto distante da me, ma lo rispetto. In questi anni non è mai stato tra coloro - ed erano tanti - che mi volevano tacitare o che in consiglio votavano contro a prescindere quando si trattava di una mia proposta. Oggi lo vedo un po’ ingabbiato e con il Pd non spartisco quasi nulla».

E Giacomo Gori?

«Persona per bene, con cui ho condiviso molte battaglie. Ha un pregio: sa ascoltare e accetta i consigli. Tra lui e Mascagni, chiunque andrà al ballottaggio contro Vivarelli Colonna, avrà il mio voto e il mio impegno diretto».

Perché non si è ricandidata a sindaco? Cinque anni fa ottenne quasi l’8,5%.

«Mi è stato chiesto, ma già da settembre avevo espresso ai compagni di Sel la mia indisponibilità. Sono davvero stanca e amareggiata».

Non poteva dare una mano a Ceciarini da capolista?

«No, per due ragioni: una di merito, l’altra di metodo. Le assemblee della coalizione “Insieme a Sinistra” sono iniziate a gennaio. È stato un percorso faticoso, diverso da quello che Sel ha intrapreso a livello nazionale, un progetto di sinistra diffusa con Possibile, Rifondazione e noi. Dopo le primarie del Pd qualcosa è cambiato. Si sono avvicinate persone che, fino al giorno prima, avevano combattuto al fianco di Borghi, dicendo che il Pd non li rappresentava più e non era un partito di sinistra. Mi riferisco, per esempio, al consigliere Stefania Laurenti, per cinque anni organica a chi governava. Lei - lo ricordo - non ha votato il registro delle unioni civili, né il codice etico per gli amministratori; ha votato invece per privatizzare le farmacie, dimostrando verso la mia persona e la mia coerenza un’avversione degna di miglior causa. Ecco, all’interno di Sel, ma anche occhi negli occhi con Ceciarini, ho detto come la pensavo. E credevo che il messaggio fosse passato».

Invece?

«Invece è andata in un altro modo. E qui la questione diventa di metodo. Hanno atteso che partissi per la Sicilia per chiudere l’accordo con gli ex Pd e inserire in lista anche chi, a mio avviso, oggi sarebbe ancora felice, contento e di sinistra all’interno del Pd, magari in corsa per un assessorato nel caso di vittoria di Borghi. Lo hanno fatto con largo anticipo rispetto alle scadenze, convocando un’assemblea quando non potevo essere presente, senza darmi mai la possibilità di parlare. Le colpe, è evidente, non sono solo di Ceciarini, ma anche di altri».

Lei cosa chiedeva esattamente?

«Guardi, io chiedevo solo il rispetto della mia dignità, del lavoro svolto in questi cinque anni e del ruolo istituzionale di capogruppo. Credevo che la mia parola avesse un peso. Vorrei fosse chiaro che non si è sconfessato Cristina Citerni, ma un percorso politico. Volendo avrei potuto fare il candidato sindaco».

Cinque anni in consiglio a schiena dritta, ad abbaiare alla luna. Ha mai pensato di mollare?

«Più di una volta. Quando Davide Buzzetti uscì per transitare in maggioranza, quando mi accorsi che Sel come partito si era sgretolato. Poi ho deciso di restare al mio posto, per senso di responsabilità. Ho sempre votato sui contenuti, mai partendo da pregiudizi. Ho sempre studiato tutte le materie, ho fatto proposte, ho avuto pochissime soddisfazioni. Sono arrivate più telefonate ed elogi nell'ultimo mese che in cinque anni. Ma continuerò a fare politica; amici e avversari possono starne certi».

Cosa consiglia/augura a Ceciarini?

«Di fare meglio di me nel 2011, di non disperdere quel patrimonio di consenso che la sinistra a Grosseto ha sempre faticosamente mantenuto. Ma non mi sembra che abbia preso la strada giusta».

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