Meteo
Ritardi nell’assegnazione «Un altro incontro al Mise»
GROSSETO. Due giorni fa è arrivata la buona notizia: il giudice Vincenzo Pedone ha firmato lo stato passivo di Abbigliamento Grosseto e così i dipendenti della Mabro potranno chiedere all’Inps il...
GROSSETO. Due giorni fa è arrivata la buona notizia: il giudice Vincenzo Pedone ha firmato lo stato passivo di Abbigliamento Grosseto e così i dipendenti della Mabro potranno chiedere all’Inps il pagamento del Tfr. Ieri il commissario della Prodi bis Paolo Coscione ha incontrato uno degli imprenditori della cordata che si è fatta avanti per rilevare la fabbrica delle vestaglie azzurre. E i lavoratori, ora, aspettano risposte.
I primi a farsi avanti sono stati i rappresentanti della Cgil che hanno chiesto al sindacato nazionale di fissare un nuovo incontro con il ministero. «Fino ad oggi abbiamo avuto fiducia nel buon esito di questa vertenza - dice Nadia Perino - ma il bando ormai è scaduto da più di venti giorni e ancora non sappiamo se la nostra azienda è salva o se invece si profila davvero l’ipotesi del fallimento. Abbiamo bisogno di risposte chiare sul nostro futuro».
La società guidata da Andrea Barontini ha fermato le macchina ormai da tre anni. E alla scadenza del bando il commissario ha scelto una cordata di imprenditori del made in Italy per far ripartire la produzione. Ma ad oggi i dipendenti non hanno avuto notizie su chi rileverà l’azienda. «Il clima di incertezza nel quale ormai viviamo da anni - dice ancora Perino - ci sta facendo perdere fiducia. Fino a ora abbiamo sempre sostenuto il lavoro del commissario e continuiamo a farlo. Ma vorremmo avere qualche certezza in più sul come e sul quando il passaggio di società verrà formalizzato. E soprattutto se la cordata scelta è quella che ci garantirà di tornare al lavoro».
Un dramma, quello dei lavoratori della Mabro, che coinvolge più di 150 famiglie in attesa di una risposta.
Francesca Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google