Il presidio
Etruria, ai pensionati la chance del forfait
De Martis: «Può essere la soluzione per il 90% dei nostri casi»
GROSSETO. Per la stragrande maggioranza dei piccoli risparmiatori maremmani gabbati dalle obbligazioni Etruria l’opzione del rimborso forfettario – che coprirebbe l’80 per cento del capitale investito e andato in fumo – potrebbe essere la soluzione più adatta. La più appropriata ma non quella ottimale, anche perché l’ottimo non è contemplato nel decreto legge n.59, entrato in vigore mercoledì 4 maggio 2016 e che dovrà essere convertito in legge. «Crediamo che il 90% dei nostri assistiti abbia i requisiti per richiedere l’indennizzo automatico all’80%» valuta Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto che da Follonica all’Argentario segue 110 casi di risparmiatori rimasti con il cerino in mano; a ciascuno di loro l’Associazione spedirà una lettera esplicativa dell’attuale situazione ed entro la fine di maggio saranno invitati a partecipare ad un’assemblea.
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Le due strade. Con il decreto 59 il Governo ha individuato due canali con cui i risparmiatori possono riavere il maltolto. C’è la chance dell’indennizzo forfettario e automatico che garantisce l’80% delle somme perse: in effetti si tratterebbe di un po’ meno dell’80%, in quanto verrà sottratta una parte di interessi (le cedole percepite in eccedenza rispetto al rendimento dei Btp di stessa durata); chi sceglie questa strada – a conti fatti (tra i 60 giorni di attesa dalla conversione in legge del Dl, la richiesta di indennizzo e i tempi di verifica della domanda) – attenderà almeno fino a settembre per la liquidazione di quanto spetta. Il secondo canale è l’arbitrato, che non esclude che si possa rientrare del 100% dei risparmi persi: per recuperarli in toto, però, bisognerà dimostrare – come ha precisato il ministro Pier Carlo Padoan in Senato – di essere stati raggirati; nel caso in cui il raggiro non venisse dimostrato, si rischia un ristoro anche inferiore all’80%; al momento è un mistero quanto lunghi possano essere i tempi di attesa per chi sceglie l’opzione dell’arbitrato (si dovrà aspettare un decreto dei consigli dei ministri e un decreto del ministero dell’economia). Scoraggiante, insomma.
Pensionati. È credibile dunque che la stragrande maggioranza dei piccoli risparmiatori ripiegheranno sul forfait: «Vi descrivo il caso di due risparmiatori grossetani – dettaglia De Martis – Marito e moglie. Lui ha 85 anni e 800 euro di pensione; lei 83 anni e 450 euro di assegno mensile; hanno perso 30.000 euro. E come loro ne abbiamo tanti. Pensiamo di indirizzarli verso il rimborso all’80%: che altro?»; per usufruire della chance del forfait bisogna del resto avere requisiti patrimoniali: reddito lordo 2015 sotto 35.000 euro e patrimonio mobiliare (conto corrente, azioni, obbligazioni, titoli...) che non supera la soglia di 100.000 euro. L’indennizzo diretto è pensato per la clientela più debole, mediamente anziana e a digiuno del vocabolario che sarebbe stato necessario per spacchettare il rischio delle obbligazioni subordinate: «Queste sono tutti risparmiatori – aggiunge De Martis – a cui il direttore di banca ha detto “investi qui” e loro si sono fidati».
Cause civili. Le associazioni che tutelano i cittadini gabbati sono molto critiche soprattutto su come è stata architettata l’opzione dell’arbitrato. «La procedura arbitrale è ridicola – nota Marco Festelli, avvocato grossetano che coi colleghi Silvia Signori, Barbara Coscarelli, Mario Marengo e Simone Costanzo segue gli effetti della debacle di banca Etruria per conto di Confconsumatori – Non si capisce contro chi andrebbe radicata. E sono tutte norme palesemente in contrasto con principi costituzionali». Anche al legale di Confconsumatori abbiamo chiesto quale ipotesi – in questo momento in cui c’è ancora molto in divenire come i criteri per il calcolo del patrimonio mobiliare – potrebbe calzare meglio al piede dei loro 117 risparmiatori grossetani che hanno già citato Banca Etruria e per i cui casi è già stata fissata udienza tra luglio e settembre. «Il rimborso forfettario – valuta Festelli – potrebbe essere un’ipotesi ma sempre che non ci siano ostacoli (e al momento non sembrerebbero essercene) alla causa civile pendente con cui punteremmo di recuperare il restante 20%».
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