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Geotermia rimandata, Tari in aumento
Arcidosso, tensione in consiglio comunale. Lazzeroni: «Perché non usare l’avanzo d’amministrazione?»
ARCIDOSSO. Il mancato inserimento – nell’ordine del giorno del consiglio comunale del 29 aprile – delle interrogazioni e mozioni sulla geotermia avanzate dai consiglieri di “Insieme per Arcidosso” fa insorgere la minoranza, che protesta anche contro l’aumento della Tari (tassa sui rifiuti) anno 2016 (+ 4,96) e la mancata riduzione delle altre imposte (Tasi, Imu, addizionale comunale).
Interrogazioni e mozioni. «La nostra lista, spesso invitata dal sindaco ad essere collaborativa, ha cercato di farlo – dice Corrado Lazzeroni a nome della minoranza –.Invece il mancato inserimento dei punti all’ordine del giorno da noi espressamente richiesti, geotermia in particolare, evidenzia la volontà di non tener conto delle richieste della minoranza. Da una parte si chiede collaborazione e dall’altra si temporeggia per allungare i tempi».
Il sindaco Jacopo Marini ha infatti stabilito la data per un consiglio apposito per la geotermia: l’11 maggio.
Le interrogazioni e le mozioni presentate da Insieme per Arcidosso riguardano «l’iter della delibera arcidossina sulla fusione dei comuni del 1993 – spiega Lazzeroni –i blocchi di Bagnore 3 e 4 e le dichiarazioni del premier Renzi che pensa al raddoppio geotermico in Amiata». Materia sempre più attuale, la geotermia, viste le recenti dichiarazioni dell’architetto Fabio Zita. Lazzeroni giudica opportuno coinvolgere Annarita Bramerini, assessora regionale all’Ambiente all’epoca dei fatti.
«Sia il nostro gruppo che la popolazione sta aspettando un pronunciamento nel consiglio comunale sulla posizione del sindaco e della giunta riguardo la vicenda Zita – specifica Lazzeroni –. Non sono sufficienti le velate enunciazioni sulla stampa e sui social network. Abbiamo bisogno di risposte concrete e vorremmo discuterne in consiglio». La proposta è stata accettata dalla maggioranza e, come detto, sarà discussa l’11 maggio.
Tari. La minoranza, poi, ha votato contro l’aumento della Tari: «Il nostro parere è oltremodo contrario – spiega Lazzeroni – il piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti prevede un costo di gestione pari a 1.019.887 euro contro un costo previsto per lo scorso anno 2015 di 971.645 euro, con aumento di spesa per i contribuenti di euro 48.242 euro, quantificabile nella misura del 4,96 per cento. Sarebbe opportuno che il sindaco ne spiegasse le motivazioni e quanto possa aver inciso su tale aumento la mancata raccolta differenziata, tanto promessa in campagna elettorale e che avrebbe originato diversi posti di lavoro».
Avanzo di amministrazione. E infine l’avanzo di amministrazione. «Tenuto conto dell’importante avanzo di amministrazione dello scorso anno, circa 1,5 milioni di euro, poteva originare una diminuzione delle imposte e tasse. Se non si spendono i soldi per i lavori pubblici, almeno utilizziamoli per ridurre le imposte e tasse», dice Lazzeroni. «Anche le importanti somme che annualmente arrivano da Enel per la geotermia non sono utilizzate al momento a quanto risulta, per questo, né per fare controlli paralleli a quelli istituzionali di Arpat. Dunque il nostro voto è contrario su tutti punti riguardanti le imposte e le tariffe portate in quanto non prevedono nessuna riduzione rispetto allo scorso anno, relativamente alle imposte e una importante percentuale in aumento della Tari». (f.b.)
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