I duecentomila euro di interessi non saranno pagati alla Sit
Finisce così il contenzioso tra la società di trasporti che doveva coprire la tratta Ciampino-Termini Il Comune era stato condannato a un risarcimento di 580.000 euro che è stato rateizzato
SCARLINO. Una buona notizia, che può essere riassunta in una cifra: 200.000 euro. Tanto aveva chiesto di interessi la società Sit per l’annoso contenzioso sulla gara per l’affidamento del servizio pubblico di linea Aeroporto Ciampino - Roma Termini, in cui il Comune di Scarlino è stato condannato a pagare un risarcimento da 580mila euro.
Tanti soldi, per il pagamento dei quali il Consiglio di Stato ha concesso una rateizzazione senza trovare però l’apertura del privato che di tutta risposta ha chiesto un tasso d’interesse altissimo, che ammonta appunto a 200.000 euro. Richiesta per cui la causa è tornata di nuovo davanti a un giudice ma questa volta lo stesso tribunale romano ha dato ragione all’ente scarlinese, respingendo la richiesta della Sit. La lieta notizia per gli scarlinesi l’ha data il sindaco Marcello Stella alla fine del consiglio comunale, scrivendo la parola fine sull’annosa vicenda Sit, Società Trasporti Italiani.
Tutto parte nel 2005, quando la società si aggiudicò il servizio pubblico di linea sulla tratta Aeroporto Ciampino - Roma Termini, salvo però scoprire che sullo stesso tragitto stava già operando ma senza averne titolo la società Terravision Transport. Quest’ultima aveva una sola autorizzazione in mano, rilasciata (e poi revocata) dal Comune di Scarlino per il noleggio di autobus con conducente, mezzi che avrebbero dovuto fra l’altro stazionare proprio nel territorio scarlinese. La Sit porta così l’ente davanti al Tar che si esprimerà nel 2010, confermando la legittimità della revoca della licenza alla Terravision ma riconoscendo anche l’effettuazione abusiva del servizio di linea per trasporto passeggeri sulla tratta in questione. Da qui la Sit ha chiesto il risarcimento danni, riconosciuta sì dal tribunale senza però indicare una cifra precisa. Parte così la trattativa tra società e l’allora amministrazione che non porta a nulla. Il fascicolo torna davanti al giudice fiorentino, che conferma le richieste del privato. Una decisione disastrosa per il Comune, che impugna la sentenza davanti al Consiglio di Stato. La decisione vedrà prevalere le ragioni del privato, con il risarcimento fissato a circa 580.000 euro. Una cifra mica da poco: così l’amministrazione comunale ha inviato una proposta di pagamento dilazionato alla Sit: 250.000 euro nel 2015, 166.000 entro l’inizio del 2016 e altrettanti entro la fine del 2017. Nella risposta, la società chiedeva però «il pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria dall’inizio della vicenda fino al 22 gennaio 2015, per un importo complessivo di 722.570 euro». Troppo secondo il Comune, visto che la maggiorazione non è scritta da nessuna parte nella sentenza. Da qui lo stallo e il ritorno in tribunale, che questa volta gli ha dato ragione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
