Scippatore seriale in bicicletta Sfilano le vittime dei furti
GROSSETO. Lo avevano arrestato il 16 novembre 2012, per scippo. E poi la polizia, ricostruendo episodi precedenti, gli aveva attribuito la paternità anche di altri quattro episodi, avvenuti nelle...
GROSSETO. Lo avevano arrestato il 16 novembre 2012, per scippo. E poi la polizia, ricostruendo episodi precedenti, gli aveva attribuito la paternità anche di altri quattro episodi, avvenuti nelle due settimane precedenti. Tutti scippi commessi da un uomo in bicicletta.
Per Alberto Seminara, 41 anni, grossetano, si è aperto il processo per gli scippi del 30 e del 31 ottobre, del 2 e del 5 novembre. E si è aperto con le testimonianze delle vittime, chiamate a ricostruire davanti al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi ciò che era capitato loro in quei giorni. In tre casi su quattro, lo scippatore identificato in Seminara si era mosso in bicicletta. Il 30 ottobre un uomo aveva portato via una borsa che una donna aveva posto accanto a sé dopo essersi seduta su una panchina: dentro c’era anche una macchina fotografica, oltre ai documenti. Il 31 ottobre niente bicicletta: in questo caso una donna ultra sessantacinquenne (67 anni, per la precisione) si era vista sfilare dal braccio la borsa che conteneva un cellulare, documenti e 200 euro in contanti. Il 4 novembre, invece, era tornata la bicicletta: lo scippatore l’aveva usata per affiancare un’altra bici e derubare la conducente di 61 anni, portandole via la borsa, custodita sul cestello (27 euro, un cellulare e documenti). Infine l’ultimo episodio contestato a Seminara è quello relativo allo scippo ai danni di una donna di 66 anni: anche lei teneva la borsa nel cestello della bici (dentro un cellulare, documenti e 40 euro), anche lei si era vista affiancare da un uomo in bicicletta.
L’ultimo furto con destrezza, quello per il quale era stato arrestato, era stato commesso ai danni di una donna di 76 anni che camminava lungo via Buozzi. Era caduta a terra ed era riuscita solo a vedere la bici. Gli agenti della squadra mobile, che sospettavano di lui, erano andati ad aspettarlo sotto casa. Trovato con la refurtiva (carta di credito, pochi spiccioli, documenti, cellulare), aveva confessato: borsa e portafogli, gettati via, erano stati poi ritrovati. A casa erano stati trovati oggetti che facevano pensare ad altri scippi.
Altre due vittime degli scippi dovranno essere sentite per confermare o meno se era davvero Seminara l’autore dei colpi di cui rimasero vittime. Il giudice ha fissato a dicembre la prossima udienza.
(p.s.)
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